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	<title>GIRO e VAGO</title>
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	<description>Il mensile culturale della Valle Umbra</description>
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		<title>Visite guidate all&#8217;Auditorium San Domenico</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 23:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Remoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Auditorium San Domenico]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal 21 Novembre e per tutto il mese di Dicembre, nei giorni di sabato e domenica, è possibile per i cittadini di Foligno e per gli eventuali turisti, visitare gratuitamente l’Auditorium San Domenico.
Tale iniziativa è ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_12/vgaasd_1.jpg' title='Visite guidate all&#039;Auditorium San Domenico'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_12/thumbs/thumbs_vgaasd_1.jpg' alt='Visite guidate all&#039;Auditorium San Domenico' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>Dal 21 Novembre e per tutto il mese di Dicembre, nei giorni di sabato e domenica, è possibile per i cittadini di Foligno e per gli eventuali turisti, visitare gratuitamente l’Auditorium San Domenico.<br />
Tale iniziativa è già stata proposta altre volte, l’ultima delle quali in occasione della manifestazione “I Primi d’Italia”, inoltre, dal momento che l’ormai “ex” Chiesa di San Domenico è appunto oggi Auditorium cittadino, tutti i folignati hanno spesso l’opportunità di assistere a concerti e spettacoli in questo bellissimo ambiente, che è pertanto un ottimo esempio di come passato e presente, riuniti in un tutt’ uno armonico, possano andare nel migliore dei modi incontro al futuro.<br />
Poter svolgere visite guidate gratuite in un luogo come questo non può che rivelarsi il più ovvio coronamento alla volontà di far conoscere e di sottolineare il suddetto legame tra storia passata e storia futura agli abitanti della città.<br />
Nel caso dei turisti invece, mi viene da pensare che Foligno sia per loro un po’ come una “scatola a sorpresa”, pronta a schiudersi rivelando contenuti e tesori del tutto inaspettati.<br />
Assisi, Gubbio, Todi, Spello…praticamente quasi tutte le altre città e cittadine turistiche umbre stanno lì, adagiate su colli e colline, pronte a regalare al primo sguardo, anche di un passante frettoloso, tutta la propria “pittoresca” e intatta bellezza. Foligno invece è città di pianura, città della ferrovia, delle fiere, di transito e di attraversamento e stenta un po’ ad imporsi all’interesse del turismo, pur vantando, uno per tutti, lo straordinario Palazzo Trinci, che lascia a bocca aperta chiunque ne varchi la facciata neoclassica.<br />
Un effetto simile, anche se ovviamente molto meno altisonante, lo produce l’Auditorium: tutti coloro che lo vedono per la prima volta, accolti dal moderno ingresso, laterale rispetto alla Chiesa, si stupiscono della sua vastità, della varietà degli affreschi, che costituiscono un’eccezionale documento della pittura ‘3-‘400esca dell’Italia centrale, nonché del progetto grazie al quale  è stato trasformato in luogo “contemporaneo”, dotato di tutti i comfort e servizi per accogliere al meglio un pubblico numeroso, senza creare il benché minimo contrasto e stonatura con le strutture preesistenti.<br />
Non dimentichiamoci infine che l’Auditorium è in “ottima compagnia”: a pochi metri sorgono infatti altri “scrigni” che non sono certo da meno: la Chiesa di Santa Maria Infraportas, Palazzo Brunetti-Candiotti, il contiguo Oratorio del Crocefisso (pur se chiuso da moltissimo tempo), poi, lungo la Via Gramsci altri splendidi palazzi, come Palazzo Vitelleschi, Alleori-Ubaldi, Maiolica – Pesci, Deli, ma anche la Casa Benedetti-Bocci, che incorpora frammenti di un monumento romano, nonché la moderna fontana in Piazzetta Don Minzioni, opera di Ivan Theimer, fino al culmine raggiunto con Palazzo Trinci e la nostra Piazza: il Duomo, il nuovo Museo Diocesano, il Palazzetto Orfini, il Comune…si rischia una vera e propria “indigestione” di arte, storia, cultura e bellezza, vogliamo poi parlare della Nunziatella? Di un grande personaggio come l’Architetto Piermarini? Di Corso Cavour? De neonato Centro di Arte Contemporanea?<br />
Ben vengano allora iniziative come questa apertura dell’Auditorium!<br />
Le persone che ho accolto mi hanno lasciato commenti tipo “Sa, da giovani qui venivamo a ballare”, oppure “sono tanti anni che vivo fuori, hanno fatto proprio un bel lavoro!”, e poi espressioni di stupore ed interesse da parte di turisti, che spero quindi tornino a casa raccontando che a Foligno ci sono tante belle cose da vedere.</p>
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		<title>IL VOLTO DEL MITO: allegorie, riti, simboli, dee</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 23:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Remoli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pierpaolo Ramotto]]></category>

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		<description><![CDATA[Mostra di Pierpaolo Ramotto a Palazzo Trinci
Fino al 22 novembre è possibile visitare a Palazzo Trinci la mostra di Pierpaolo Ramotto IL VOLTO DEL MITO: allegorie, riti, simboli, dee.
Protagonista assoluta è la figura femminile che, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mostra di Pierpaolo Ramotto a Palazzo Trinci</strong></p>
<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_11/ivdmarsd_1.jpg' title='IL VOLTO DEL MITO: allegorie, riti, simboli, dee'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_11/thumbs/thumbs_ivdmarsd_1.jpg' alt='IL VOLTO DEL MITO: allegorie, riti, simboli, dee' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>Fino al 22 novembre è possibile visitare a Palazzo Trinci la mostra di Pierpaolo Ramotto <em>IL VOLTO DEL MITO: allegorie, riti, simboli, dee</em>.<br />
Protagonista assoluta è la figura femminile che, come si evince dal titolo della mostra, viene trasfigurata dall&#8217;artista in forma di allegoria, di mito, di simbolo, di divinità.<br />
Ciò che si coglie immediatamente nell&#8217;arte di Ramotto è che si tratta di un&#8217;arte figurata e mirabili sono l&#8217;equilibrio della composizione, l&#8217;abilità tecnica, la resa anatomica dei corpi, i giochi di pieni e di vuoti delle figure e delle vesti che, citando l&#8217;efficacissima espressione della Dott. Cinzia Chiari (catalogo mostra): <em>&#8220;&#8230; nascondono e svelano nello stesso tempo la nudità&#8221;</em>.<br />
Andando un po&#8217; più in profondità nell&#8217;osservazione, comprendiamo però abbastanza chiaramente che il verismo quasi fotografico delle immagini raggiunge al contrario esiti di distacco ed estraneamento assoluti dalla realtà. Benché i volti e i corpi siano quelli di bellissime ragazze di oggi, modelle che potremmo vedere in televisione, che ricalcano gli odierni canoni estetici nelle proporzioni perfette, l&#8217;artista riesce a portarli via dal contesto non solo attuale, ma umano e terreno, lasciandoli come sospesi oltre la realtà, ovvio allora che la rappresentazione della donna nel suo insieme non sia fine a se stessa, ma diventi un&#8217;eccezionale, potente ed affascinante fonte di mistero, la sola capace di trasmettere attraverso il ritmo del corpo, come sottolinea l&#8217;artista stesso nell&#8217;intervista rilasciata al Dott Balzarini (catalogo mostra) <em>&#8220;&#8230; onde musicali di derivazione classica che provengono da molto lontano&#8230;&#8221;</em> e molto lontano sono persi espressioni e sguardi: profondissimi e verissimi, ma quasi assenti e assorti in un altrove che non ci è dato conoscere ma solo percepire come universo ancestrale celato nell&#8217;animo umano, popolato di creature affascinanti e spaventose: Naidi, Deianira ero, Nereidi, Lede, Danae, Veneri, Gorgoni&#8230;<br />
Leggendo la biografia dell&#8217;artista troviamo conferma di ciò che già la sua opera ci dice: la formazione all&#8217;Istituto d&#8217;arte e poi all&#8217;Accademia di Perugia, il nonno filosofo, i viaggi ed i continui spostamenti, la costante ricerca e formazione, comune ad ogni artista, che lo porta a confrontarsi con maestri e colleghi; molto attratto dal mondo classico e mitologico, da materiali ormai poco usati come la lamina d&#8217;oro, Ramotto abbraccia però anche settori totalmente nuovi e moderni:il design industriale e il mondo multimediale, nonché la fotografia: disegna e progetta arredamento, realizza marchi-logo, campagne pubblicitarie e book fotografici per donne del mondo dello spettacolo. Trovo che la sua arte sia proprio la sintesi eccezionale di esperienze così poliedriche, vissute e poi rielaborate in modo del tutto personale ma con un&#8217;autentica, profonda e indiscutibile cultura e professionalità.<br />
Come spiega la Dott. Cinzia Chiari (catalogo mostra), è come se l&#8217; arte di Ramotto: <em>&#8220;&#8230; seguisse una storia che non segue l&#8217;evoluzione dei grandi movimenti artistici, ma è più attenta a riconsiderare e ricollocare i fenomeni espressivi del corpo e della mente nell&#8217;ambito di un contesto espressivo solo a lui noto, manifestato quasi esclusivamente attraverso il suo interesse per la figura femminile&#8221;</em>.</p>
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		<title>La Quintana tutto l&#8217;anno</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 23:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Remoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la Giostra della Rivincita di Settembre, come ogni anno, a Foligno cala il sipario sulla Quintana.
Certo, non dobbiamo dimenticare i tantissimi cittadini che con passione continuano a dedicarsi per tutto l’anno a questo sentito ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_09/lqtla_1.jpg' title='La Quintana tutto l&#039;anno'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_09/thumbs/thumbs_lqtla_1.jpg' alt='La Quintana tutto l&#039;anno' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>Con la Giostra della Rivincita di Settembre, come ogni anno, a Foligno cala il sipario sulla Quintana.<br />
Certo, non dobbiamo dimenticare i tantissimi cittadini che con passione continuano a dedicarsi per tutto l’anno a questo sentito evento, lavorando “dietro le quinte”, ma è ovvio che i frutti di tale operatività si coglieranno solo nel giugno successivo o in specifici eventi, come il Carnevale Ritrovato.<br />
Durante questa lunga pausa del periodo autunnale ed invernale allora, potrebbe essere davvero piacevole trascorrere un pomeriggio piovoso o freddo, visitando lo spazio espositivo de “Il Museo Multimediale dei Tornei, delle Giostre e dei Giochi”: per chi ricevesse amici ed ospiti che non conoscono la nostra città, per chi ha dei bambini ai quali far trascorrere un po’ di tempo lontano dai videogiochi, ma anche per folignati di ogni età, mai stanchi di scoprire ancora meglio la Giostra.<br />
Sicuramente moltissimi nostri lettori hanno già visitato il Museo multimediale, che ha aperto i battenti nel 2001: attualmente ospitato a Palazzo Trinci, è accessibile, con ingresso gratuito, dal cortile dello stesso ed articolato in tre sezioni: documentale-informativa, dinamico-espositiva e rievocativa.<br />
Ricondurre questo museo alla sola Giostra della Quintana sarebbe però sicuramente riduttivo, perché è nato con l’obiettivo ben più vasto di fare della nostra città un punto di riferimento per la ricerca e lo studio di giostre e tornei dal Medioevo all’‘800, sia dal punto di vista storico che attuale.<br />
Come si evince dal nome, si definisce “multimediale” in virtù del supporto informatico di cui i visitatori possono usufruire: computers, video e televisori.<br />
Si può così avere la possibilità di collocare la nostra Quintana in un più idoneo contesto, a 360°: anche chi la conosce bene e la segue da sempre, avrà cioè l’opportunità di inquadrarla nell’amplissimo panorama delle giostre e dei tornei, a partire dalle loro più remote origini comuni, e quindi innanzitutto dai significati e dai valori che hanno veicolato e sviluppato nel tempo, dando vita a tante varianti specifiche nei diversi panorami storici e politici dell’Europa, il tutto anche grazie a materiale documentario esposto in apposite teche.<br />
Dopodiché si potrà approfondire la conoscenza delle origini della Quintana, ammirando la statua lignea del XVII secolo, mentre i costumi e la bellissima ricostruzione di una coppia di cavalli e cavalieri, insieme a una chiarina e ad un tamburo, consentiranno di farsi un’idea della Quintana ai visitatori “fuori stagione”, che non hanno quindi la possibilità di assistere dal vivo al Corteo e alla Giostra, ma che ne saranno così certamente incuriositi, affascinati e quindi motivati a tornare nella nostra Foligno per partecipare all’evento.<br />
Infine, per una panoramica davvero completa, resta lo spazio virtuale dedicato ai nostri giorni, ovvero alle numerose rievocazioni storiche regionali, nazionali ed europee, grazie alle quali il magico mondo delle giostre può tornare a vivere ancora oggi nelle nostre città.</p>
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		<title>Apriamo i centri storici all&#8217;arte contemporanea</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 23:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Remoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Arte Contemporanea]]></category>
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		<description><![CDATA[Svolgendo la professione di guida turistica in Umbria, mi capita ogni tanto di ascoltare commenti negativi da parte dei turisti a proposito delle poche e rare opere di arte contemporanea poste nei centri storici: a ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_07/aicsaac_1.jpg' title='Apriamo i centri storici all&#039;arte contemporanea'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_07/thumbs/thumbs_aicsaac_1.jpg' alt='Apriamo i centri storici all&#039;arte contemporanea' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>Svolgendo la professione di guida turistica in Umbria, mi capita ogni tanto di ascoltare commenti negativi da parte dei turisti a proposito delle poche e rare opere di arte contemporanea poste nei centri storici: a Spoleto, ad Assisi, ma anche nella mia amatissima Foligno dove, accanto ai visitatori, alcuni degli stessi concittadini non sono estranei a simili osservazioni.<br />
A Foligno infatti abbiamo, ad esempio, due opere di Ivan Theimer, inoltre da un paio di anni, lungo il corrimano della scala di Palazzo Trinci, c&#8217;è la scultura &#8220;Embrione&#8221;, di Angelo Cucciarelli, che nel 2007 espose le proprie opere sia nel cortile che all&#8217;interno del Palazzo in occasione di una bellissima mostra. Beh, ultimamente ho discusso con varie persone contrarie all&#8217;inserimento di questi lavori nel contesto &#8220;antico&#8221; della città.<br />
Consapevole che &#8220;de gustibus non disputandum est&#8221;, che ognuno ha il sacrosanto diritto di esprimere i propri giudizi e che gli stessi non sono legati, secondo me, al livello culturale posseduto, sento spesso il bisogno di dire la mia in proposito, per dare un secondo punto di vista, una prospettiva diversa.<br />
Oggi la gente non è abituata a vedere opere d&#8217;arte contemporanea, soprattutto nei centri storici delle città; proprio per questo, secondo me, ammirare lavori come &#8220;Embrione&#8221; in un luogo pubblico e di passaggio quale è il cortile del Trinci, rappresenta una grande opportunità, <strong>l&#8217;opportunità di imparare a guardare,</strong> ad esercitare i propri occhi e il proprio spirito di osservazione più autentico&#8230; è molto triste che l&#8217;arte di oggi (a parte rari e spesso vani casi) sia confinata in un universo di &#8220;addetti ai lavori&#8221;, di esperti che spesso parlano una lingua tutta loro, sconosciuta ai più. In passato non era così (si pensi alla grande stagione del Rinascimento).<br />
L&#8217;esistenza di questi due mondi paralleli incapaci di comunicare senza applicare etichette ed indignarsi, persisterà fino a quando non elimineremo dal nostro sguardo tutta quella serie di &#8220;concetti a senso unico&#8221; che si sono accumulati nei secoli fra i nostri occhi e ciò che vediamo, innalzando così un muro – specchio che ci illude di osservare, ma che in realtà riflette nelle cose ciò che noi siamo capaci e sappiamo vederci.<br />
<strong>Nessuno ci ha insegnato ad aprire gli occhi all&#8217;arte contemporanea.</strong> Se le persone che oggi &#8220;criticano&#8221; , fin da bambini, passeggiando in città, avessero visto vicino al Duomo, ai palazzi del centro storico, al parco, sculture o istallazioni di arte contemporanea, se nessuno li avesse stimolati a dare un nome agli scarabocchi che lasciavano sui primi quadernini, riagganciandoli arbitrariamente e solo al mondo della realtà, probabilmente oggi non saremmo qui a discuterne.<br />
<strong>Davanti ad opere come &#8220;Embrione&#8221;, per una volta, cerchiamo di non pensare, ma solo di guardare veramente, senza voler per forza dare giudizi, cerchiamo di essere disponibili e non ostili, deponiamo le armi con sincera curiosità e un pizzico di benevolenza.</strong><br />
Lo scorso anno l&#8217;artista americana Beverly Pepper ha voluto donare ad Assisi una sua scultura, ora collocata davanti alla chiesa di San Pietro. Andiamo a vederla. Dobbiamo esultare se gli artisti ci offrono i loro lavori invece di nasconderli in gallerie d&#8217;arte e mostre personali dove mai e poi mai ci sogneremmo di entrare.<br />
<strong>Non è giusto privare i nostri occhi e il nostro spirito del piacere di un&#8217;altra arte, l&#8217;arte di oggi, che, soprattutto accanto a quella di ieri, ha ancora tanto da dare.</strong> E&#8217; ovvio che sia diversa, che sia cambiata nel corso dei secoli, ma se non entrerà nei nostri centri storici <strong>cosa lasceremo noi ai posteri?</strong><br />
Angelo Cucciarelli, in occasione della sua mostra al Trinci, mi parlò proprio dell&#8217;importanza di questa ambientazione per le sue opere , proprio in quanto luogo estremamente caratterizzato, connotato, con una sua storia ed una sua arte. Rispetto a semplici locali moderni con pareti bianche o nere, <strong>il bello di questa collocazione è dato dal dialogo e dal rapporto che si viene a creare tra opera ed ambiente artistico che la ospita.</strong> Lo scultore distingueva poi il valore delle creazioni in sé stesse da quello dell&#8217;esposizione, che è il risultato di tale relazione spaziale.<br />
In tutta Italia la vita quotidiana si svolge inevitabilmente e fortunatamente, in edifici, strade, contesti urbanistici in cui coesistono, quasi sempre felicemente, Medioevo, Rinascimento, Barocco&#8230; che in virtù di tale vicinanza possono esprimere al massimo le proprie peculiarità e rivivere grazie allo scorrere del tempo che ciascuno stile manifesta&#8230; fortunatamente l&#8217;essere umano continua a creare, a produrre opere d&#8217;arte.<br />
<strong>Se non aggiungiamo l&#8217;arte contemporanea, se la ghettizziamo come se fosse affetta da un morbo contagioso, ci troveremmo ad abitare città – cimiteri, dove si ricordano solo le glorie dell&#8217;arte antica.</strong></p>
<p><strong>Galleria fotografica</strong></p>

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		<title>15-21 giugno: Antifestival a Cannaiola</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 23:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Garofalo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Focus On]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Antifestival]]></category>
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		<description><![CDATA[Antifestival, Antifestival e ancora Antifestival! Dal 15 al 21 giugno ritorna l&#8217;appuntamento a Cannaiola del gruppo che lo scorso anno ha animato le tre serate nel campo sportivo vicino Trevi. Quest&#8217;anno il gruppo Antifestival ha ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutters_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/12gaac_1.jpg' title='15-21 giugno: Antifestival a Cannaiola'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_12gaac_1.jpg' alt='15-21 giugno: Antifestival a Cannaiola' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>Antifestival, Antifestival e ancora Antifestival! Dal 15 al 21 giugno ritorna l&#8217;appuntamento a Cannaiola del gruppo che lo scorso anno ha animato le tre serate nel campo sportivo vicino Trevi. Quest&#8217;anno il gruppo Antifestival ha organizzato una settimana intera di appuntamenti: tutte le sere ci saranno stand di prodotti tipici della zona dalle 19 in poi, artigianato locale esposizioni di arti visive e una mostra fotografica di Pierpaolo Metalli, montefalchese. Ogni sera sul palco si esibiranno tipologie musicali differenti: il 15 giugno la serata è dedicata al rock inedito, con <strong>Livido</strong> <strong>e L&#8217;Industria del Freddo</strong> (vincitori della scorsa edizione dell&#8217;Assisi OveRock), il 16 <strong>con Tomorrow Never Knows</strong> e <strong>Black Queen</strong> si esploreranno i panorami musicali di Beatles e Queen e il 17 sarà la volta dei <strong>SeiOttavi</strong>, la famosa tribute band di Rino Gaetano. Giovedì 18 giugno la serata sarà dedicata al metal, con <strong>Adamas, Steel Crow</strong> e <strong>Firbholg.</strong> Da venerdì 19 inizierà la convention di giocoleria, fortemente voluta dai ragazzi dell&#8217;Antifestival. Il grande impegno dimostrato dal gruppo ha portato i suoi frutti: nell&#8217;area del campo sportivo di Cannaiola si raduneranno giocolieri da diverse parti d&#8217;Italia che proporranno workshop per tutti quelli che vorranno intervenire. C&#8217;è possibilità di campeggiare, gli stand saranno aperti anche per il pranzo per ospitare al meglio tutti i gruppi. La sera di venerdì <strong>Manekà </strong>porterà la pizzica salentina sul palco dell&#8217;Antifestival. La musica tradizionale del Salento si sposa con la tradizione delle nostre zone: ad aprire infatti la strada a Manekà ci saranno i <strong>Popolaranti di Cannaiola</strong>, un gruppo nato in seno all&#8217;associazione Antifestival. Il sabato, oltre ai già menzionati workshop di giocoleria ci sarà, in mattinata un workshop di teatro fisico. La sera, dalle 21.30 <strong>Vox and trouble,</strong> tributo a Stevie Ray Vaughan e finalmente, i <strong>Live at Antifestival</strong> che suoneranno &#8220;The Wall&#8221; dei Pink Floyd. Domenica i giocolieri scenderanno per le vie di Cannaiola con una parata in grande stile dalle 10.30 che culminerà con le<strong>&#8220;olimpiadi dei giocolieri&#8221;</strong>( a partire dalle 15), sfide bizzarre tra gli artisti di strada. In serata si assisterà all&#8217;open galà degli artisti intervenuti alla convention sul palco dell&#8217;Antifestival e lo show di <strong>MIKE ROLLINS</strong> e <strong>ANDREA FIDELIO</strong> (Fefè), artisti di strada e giocolieri che interverranno alle serate. A conclusione di tutte del serate è prevista dalle 24.00 in poi dj set <em><strong>Siro&#8217;s Psychedelic Brain Damage Part I and Part II (15 e 16 giugno)</strong> e </em>&#8220;<strong>The Night of Fire</strong>&#8221; con Alex &#038; Igor Djs (20 giugno). Per tutta la durata dell&#8217;Antifestival i giocolieri e gli artisti che interverranno potranno esibirsi in libertà, allineandosi allo spirito del gruppo che ha creato la manifestazione. Arte libera e indipendente. Per info <a href="http://www.antifestival.it/">www.antifestival.it</a></p>
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		<title>In via Colomba Antonietti, l&#8217;entusiasmo del Rione La Mora</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 23:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Garofalo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Matteo Martelli]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/ivcaledrlm_1.jpg' title='In via Colomba Antonietti, l&#039;entusiasmo del Rione La Mora'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_ivcaledrlm_1.jpg' alt='In via Colomba Antonietti, l&#039;entusiasmo del Rione La Mora' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>Quanti passeggiando per Foligno nelle sere di Quintana sono passati una volta nei pressi di via Colomba Antonietti? Sotto il torrino, simbolo della città, troviamo la sede e la taverna del Rione La Mora, uno dei più piccoli rioni di Foligno. Negli anni il gruppo rionale, che è un ben variegato mix di esperienza e nuovi volti, ha saputo evolversi in diversi ambiti. Il settore taverna, che ha per responsabile Stefano Falasca, ha come baluardo Orsola, cuoca del rione. Si hanno a disposizione sale all&#8217;interno e all&#8217;esterno, in via Casavecchia e nella piazzetta adiacente. Inoltre lungo via Colomba Antonietti dallo scorso anno è aperta L&#8217;Hostaria della Cuccagna, uno spazio vicino alla taverna in cui vengono proposte degustazioni varie di salumi e formaggi con abbinamenti di vini particolari. Coratella e la Tamanta, piatti nuovi nel menù, si aggiungono quindi a un menù di già collaudata esperienza. Ma le sere di taverna sono lo specchio di un gruppo che non si ritrova solo nelle sere quintanare: le scuderie rionali, vicino al campo d&#8217;aviazione, sono organizzate da Massimo Ballanti. Quest&#8217;anno Matteo Martelli è il cavaliere portacolori del rione, preparato dall&#8217;ormai immancabile presenza di Mauro Mazzocchi. Il Rione da sempre propone grazie alla commissione artistica un parco costumi ben fornito che, nella sera prima della giostra, regala alla città un elegante corteo. Forte non solo dei costumi, creati dalla sarta rionale Maria Montanari e disegnati dal responsabile dalla decennale esperienza Pierpaolo Preziosi, ma anche di carri allegorici, che danno un respiro di aria nuova al collaudato corteo storico. I collaboratori della sala costumi curano nei particolari la perfezione e l&#8217;esattezza del corteo. Il rione la Mora è stato vincitore del Gareggiare dei Convivi dello scorso anno, sintesi evidentemente perfetta della collaborazione di diversi ambiti: da sempre dal punto di vista artistico il gruppo dei &#8221; moraioli&#8221; si distingue per entusiasmo, grande versatilità e creatività. Daniela D&#8217;Aurizio ha saputo creare un&#8217;atmosfera magica nel vicino palazzo Novellis de Coarazze di via Saffi, che ha valso al rione il premio del Gareggiare del 2008. La tradizionale benedizione del binomio che gareggerà per la giostra è prevista per Venerdì 12 giugno, all&#8217;Oratorio della Misericordia.</p>
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		<title>Rione Spada, gioiello delle Conce</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 23:09:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Garofalo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Quintana]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Santarelli]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/rsgdc_1.jpg' title='Rione Spada, gioiello delle Conce'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_rsgdc_1.jpg' alt='Rione Spada, gioiello delle Conce' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>Le Conce sono da poco tornate all&#8217;antico splendore: uno degli angoli più caratteristici di Foligno ospita, sotto i suoi porticati, la taverna del Rione Spada e, nei piani superiori, la sua sede. Il gruppo taverna ha dalla sua uno spazio interno ristrutturato ad hoc, che ospita nelle sere di Quintana un sempre crescente numero di affezionati che trovano, nella cucina del rione delle Conce, un punto forte. Il responsabile del settore taverna, Riccardo Santarelli, affiancato dal gruppo che si occupa dell&#8217;organizzazione, fa proporre alla cuoca Edelweiss Ricci Busciantella tutte le sere un primo e un secondo diverso, per riuscire a variare un già ben collaudato menù. Per il settore artistico il responsabile della commissione artistica Roberta Rosignoli per quest&#8217;anno propone un rinnovato costume da dama. Il gruppo della commissione artistica, durante tutto l&#8217;anno, lavora in simbiosi per far arrivare il corteo storico a partecipare in maniera significativa alla sfilata per le vie della città. Giacomo Crescimbeni, responsabile delle scuderie rionali, coadiuvato dal gruppo che nelle nuove scuderie di Sterpete ha un suo forte riferimento, presenterà Massimo Gubbini come portacolori dello Spada. Per le attività del mese di giugno va segnalato, per il giorno della sfilata di venerdì, il battesimo rionale evento presente nel cartellone del rione delle conce da quanto è stata messa a disposizione la chiesa di S. Margherita, di fronte allo spazio della taverna. In questa sede verranno portati a battesimo i figli dei rionali e i neo- arrivati e verrà data la benedizione tradizionale al binomio che nel giorno seguente entrerà al Campo de li Giochi col nome dell&#8217;Audace.</p>
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		<title>Rione Cassero</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 23:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Garofalo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/rc_1.jpg' title='Rione Cassero'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_rc_1.jpg' alt='Rione Cassero' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>La cena propiziatoria del 3 giugno apre ufficialmente le porte alla stagione quintanara del 2009 del Rione Cassero. I Casserini, gruppo vivace e di grande tradizione, organizzano tutti gli anni il Palio di San Rocco, appuntamento istituzionalizzato anche nei programmi dell&#8217;Ente. Quella che i folignati conoscono meglio come &#8221; La Corsa de li Somari&#8221;, appuntamento che si ripete sia a giugno che a settembre a piazza San Domenico, è prevista per giovedì 4 giugno. In cucina è stato confermato Oriano Broccatelli, già cuoco del rione nell&#8217;edizione di settembre 2008. La cucina del Cassero propone specialità tipiche della zona del folignate, con accuratezza nella ricerca delle materie prime che rispettino il più possibile la tradizione della zona. La Taverna del Leon D&#8217;Oro ha sale al piano terra e due stanze ai piani superiori che vengono usate anche per la Gara Gastronomica. Anche quest&#8217;anno in collaborazione con la cantina Terre de&#8217; Trinci torna l&#8217;appuntamento &#8220;In Vino Veritas&#8221;. Umberto Raponi, artista folignate di spicco, è stato quest&#8217;anno l&#8217;autore dell&#8217;etichetta delle bottiglie. Una delle caratteristiche per cui il rione tende a spiccare è la continua ricerca fatta nel settore artistico dei costumi: per quest&#8217;anno la commissione artistica ha presentato un nuovo costume per il priore Giorgio Recchioni. Inoltre, menzione particolare va al gruppo dei tamburini del Rione Cassero, da sempre di grande impatto e particolare impronta durante il corteo storico. Luca Innocenzi propone per il rione Cassero anche per quest&#8217;anno una scuderia di altissima qualità professionale, grazie al lavoro della quale il Pertinace si ripropone come un possibile contendente alla vittoria finale.</p>
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		<title>Rione Badia</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 23:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Garofalo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Emanuele Ascani]]></category>
		<category><![CDATA[Quintana]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/rb_1.jpg' title='Rione Badia'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_rb_1.jpg' alt='Rione Badia' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>Il Rione Badia inizia quest&#8217;anno con una grande rivoluzione nell&#8217;ambito del settore taverna, con Emanuele Ascani, professionista e docente dell&#8217;Istituto Alberghiero di Spoleto. Dal sito ufficiale del rione scopriamo infatti che le cucine di via San Salvatore verranno rinnovate, piatti nuovi e tanto nuovo entusiasmo. Sempre dal sito scopriamo che il rione ha disposto anche un allargamento dei locali storici della taverna, verso la &#8220;Stanza delle Ostie&#8221;, nuova sala vicino all&#8217;entrata, in cui verrà inaugurata dalle 22.30 una tavernetta ristoro alternativa alla tradizionale struttura iniziale. In questo modo, inoltre, i ragazzi del Badia riusciranno a usufruire di uno spazio ulteriore per le aperture serali, con 60 posti in più. Filippo Pepponi, nuovo responsabile Taverna per il 2009 quindi, ha puntato sull&#8217;innovazione per lanciare il rione per la stagione 2009. Emanuele Filippucci è il portacolori del rione Badia che con la sua grande esperienza cercherà di portare il rione alla vittoria. Il responsabile del settore tecnico è Alessandro Metelli. Per il settore artistico il rione fa forza sull&#8217;esperienza di Sara Berretti per la commissione artistica e Marisa Bardelloni per la commissione addobbo.</p>
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		<title>Rione Ammanniti: intervista al vice priore Sauro Cesarini</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 23:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Innocenzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ALESSIO INNOCENZI: Come si svolge la vita rionale oltre ai quindici giorni &#8220;quintanari&#8221;?
SAURO CESARINI: La nostra sede è aperta tutto l&#8217;anno. Dal di fuori può sembrare che al termine della Quintana finisca tutto il lavoro ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/raiavpsc_1.jpg' title='Rione Ammanniti: intervista al vice priore Sauro Cesarini'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_raiavpsc_1.jpg' alt='Rione Ammanniti: intervista al vice priore Sauro Cesarini' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a><strong>ALESSIO INNOCENZI: Come si svolge la vita rionale oltre ai quindici giorni &#8220;quintanari&#8221;?</strong><br />
<strong>SAURO CESARINI: </strong>La nostra sede è aperta tutto l&#8217;anno. Dal di fuori può sembrare che al termine della Quintana finisca tutto il lavoro che ruota intorno alla giostra, alla taverna e ai costumi. In realtà è proprio da quel momento in poi che si concentra il lavoro. Durante l&#8217;anno si cerca di migliorare ciò che è andato storto nel periodo dell&#8217;apertura delle taverne. Ad esempio la sede è stata da poco ristrutturata. Abbiamo una sala dei giochi con bigliardo, ping pong, bigliardino. Un luogo di ritrovo per i ragazzi del rione che la sera vengono a divertirsi, supervisionati dai Consiglieri o dal Priore che controllano chi entra ed esce dal Rione. Ci sono anche minorenni quindi un responsabile che li controlli ci dev&#8217;essere anche per tranquillizzare i genitori. Organizziamo anche serate a scopo ricreativo per noi Consiglieri.</p>
<p><strong>I: Cosa ci puoi dire delle attività collaterali del Rione Ammanniti?</strong><br />
<strong>C:</strong> Per la corsa di San Rocco, organizzata dal rione Cassero, ci sono sempre tre ragazzi che ogni anno a turno se ne occupano. Per la fiera dei Soprastanti ci sono le bancarelle fisse disposte dall&#8217;Ente Giostra con armature, vestiti ed altro. Di nostra iniziativa abbiamo ideato e realizzato un gioco chiamato &#8220;affoga l&#8217;ome&#8221;. Consiste in una persona sospesa sopra un vascone colmo d&#8217;acqua, i passanti devono tirare una pallina per far cadere l&#8217;uomo in acqua, gioco che ha riscosso molto successo. La fiera dei Soprastanti è diventata un punto di riferimento del periodo della Quintana. Essendo organizzata dall&#8217;Ente Giostra, veniamo a conoscenza del numero, tipo e argomentazioni delle bancarelle una quindicina di giorni prima. Quando ci arrivano tutte le informazioni necessarie, cerchiamo di buttar giù delle idee innovative da realizzare. In generale ci atteniamo alle direttive che ci forniscono, non possiamo uscire dai canoni dell&#8217;epoca storica, né aumentare il numero di bancarelle. Cerchiamo di migliorare la manifestazione nel suo complesso, ma anche di non andare sotto col budget, perché è una spesa per il Rione e dobbiamo cercare di racimolare qualcosa per finanziare altre iniziative.</p>
<p><strong>I: Come si suddividono le Commissioni interne al Rione Ammanniti?</strong><br />
<strong>C:</strong> Abbiamo una Commissione Artistica composta da Massimo Fiordiponti, Sabrina Mellone e Daniela D&#8217;Ilario, coadiuvata ovviamente da altre persone. Le loro mansioni sono molteplici, dalla preparazione della sfilata, all&#8217;addobbo della locanda, dalla fiera dei Soprastanti, alla cena grande. Ma soprattutto si occupano della manutenzione dei costumi, che tutti gli anni viene effettuata all&#8217;interno della locanda per risparmiare. Poi abbiamo la Commissione Taverna composta da Marco Guidoni, Daniele e Michele Angeloni, Andrea Polli, Daniele Magrutti, Beatrice Tardioli, Marco Cardinali. Per la Commissione Cucina ci sono io, Sauro Cesarini, che sono anche Vice-Priore e Gianni Bizzarri Segretario del Rione. Per quanto riguarda la Commissione Tecnica c&#8217;è il nostro Priore, Fabio Fiordiponti e Marco De Santis economo del Rione. Comunque in generale non ci sono ruoli fissi, ci aiutiamo tutti a vicenda e ci alterniamo nelle varie mansioni.</p>
<p><strong>I: Cosa contraddistingue l&#8217;Ammanniti dalle altre taverne?</strong><br />
<strong>C:</strong> Innanzi tutto il fatto che non si tratta di una Taverna ma di una Locanda, molto più caratteristica rispetto alle altre. È arredata diversamente, è ricca di composizioni floreali e tendaggi. Abbiamo cercato di dare un senso ai nostri locali. Non si tratta della classica taverna, l&#8217;abbiamo nominata Locanda della Rosa appositamente. Essendo il nostro un Rione esterno rispetto a quelli più accentrati, puntiamo molto sulla qualità della cucina. Ci troviamo in una zona poco illuminata e poco transitata. Se vogliamo richiamare l&#8217;attenzione dobbiamo puntare al massimo sulla buona cucina e su un ambiente accogliente. Il cuoco, Francesco Giuliani, compone i propri piatti esclusivamente con prodotti caserecci. In generale il Rione Ammanniti cerca sempre di sfruttare al massimo tutte le risorse che ha. Dalle armature, ai vestiti, ai tavoli, tutti i lavori vengono svolti all&#8217;interno delle mura rionali. Quindi direi che siamo un rione molto attivo.</p>
<p><strong>I: Sono previste mostre all&#8217;interno della Locanda?</strong><br />
<strong>C:</strong> Vere e proprie mostre no, pur avendo molti locali non ne abbiamo la possibilità. Qualche vestito resta montato per la consueta manutenzione, ma gli abiti non vengono esposti al pubblico. L&#8217;unica esposizione aperta a tutti è quella dei palii, affissi nelle sale della Locanda. Sono disposti in bacheche e teche per fare da arredo. È una cosa che dobbiamo al nostro Economo Marco De Santis a cui tiene molto, anche perché è il riassunto finale di tutte le nostre fatiche e ne possono fruire tutti coloro che visitano la locanda. L&#8217;obiettivo che tendiamo a raggiungere non dev&#8217;essere nascosto al pubblico.</p>
<p><strong>I: Grazie della disponibilità.</strong></p>
<p><strong>Galleria fotografica</strong></p>

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<br /></p>
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		<title>Taverna Contrastanga: intervista al responsabile Michelangelo Epicoco</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 23:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Innocenzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Michelangelo Epicoco]]></category>
		<category><![CDATA[Quintana]]></category>
		<category><![CDATA[Rione Contrastanga]]></category>

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		<description><![CDATA[Taverna Contrastanga: intervista al responsabile Michelangelo Epicoco
ALESSIO INNOCENZI: Come definiresti la taverna?
MICHELANGELO EPICOCO: La taverna è un punto di aggregazione, formato da ragazzi volenterosi. Tutti insieme cerchiamo di organizzare al meglio il lavoro per essere ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Taverna Contrastanga: intervista al responsabile Michelangelo Epicoco</p>
<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/tciarme_1.jpg' title='Taverna Contrastanga: intervista al responsabile Michelangelo Epicoco'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_tciarme_1.jpg' alt='Taverna Contrastanga: intervista al responsabile Michelangelo Epicoco' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a><strong>ALESSIO INNOCENZI: Come definiresti la taverna?</strong><br />
<strong>MICHELANGELO EPICOCO:</strong> La taverna è un punto di aggregazione, formato da ragazzi volenterosi. Tutti insieme cerchiamo di organizzare al meglio il lavoro per essere pronti al momento dell&#8217;apertura delle taverne. Ci vuole spirito di sacrificio e forza di volontà, perché non tutti hanno la possibilità e la voglia di dedicare il proprio tempo libero al Rione. La taverna non consiste solo nei 15 giorni del periodo della Quintana, come il turista o qualche folignate possono pensare. Noi del Rione Contrastanga, come gli altri 9 Rioni, siamo attivi tutto l&#8217;anno. Organizziamo cene in maniera tale da non perderci, per mantenere il gruppo unito, perché tutto è fondato sul volontariato. I popolani, con i loro costumi, sono i primi a rappresentare il Rione, ricollocandolo nel suo periodo storico. Il tutto viene svolto in un&#8217;atmosfera di divertimento.</p>
<p><strong>I: Come sono suddivise le Commissioni interne al Rione Contrastanga?</strong><br />
<strong>E:</strong> Innanzitutto c&#8217;è il Priore, Maurizio Metelli. Poi c&#8217;è il Vice Priore Francesco Bartoli, il Tesoriere Piergiorgio Ferri, la Segretaria Francesca Raffaeli. Poi vengono i vari Consiglieri: la Responsabile Economica Silvia Pepe; i Responsabili della Commissione Scuderia Maurizio Conti e Marco Mattioli; il Responsabile della Commissione Soci Mario Donati. Poi ci sono io, Michelangelo Epicoco, Responsabile della Commissione Taverna, che insieme ad altri due ragazzi, Alessandro Chini e Stefano Coltorti, abbiamo l&#8217;onere e l&#8217;onore di organizzare tutto ciò che concerne l&#8217;allestimento della taverna. I Responsabili della Commissione Manifestazioni Collaterali sono Francesco Felicioni e Maurizio Vinti, che organizzano la gara gastronomica, la cena grande, la fiera dei soprastanti e il carnevale ritrovato. Infine abbiamo il Responsabile della Commissione Stampa, Propaganda e Promozione Carlo Mattioli e il Responsabile della Commissione Storico Artistica: Paolo Metelli.</p>
<p><strong>I: Puoi spiegarci brevemente alcune attività collaterali?</strong><br />
<strong>E:</strong> Durante la Quintana, oltre alle taverne aperte e alla sfilata, ci sono manifestazioni &#8220;secondarie&#8221;. Ad esempio Il Palio di San Rocco, la corsa delle Puelle, la gara dei Tamburini, tutte volte ad intrattenere il popolo folignate e i turisti in giro per la città. Foligno sotto il periodo della Quintana prende vita, come succede con altre manifestazioni come la Notte Rosa, anche se dovrebbe accadere più spesso. Una delle attività che seguono la Quintana è il torneo di calcetto organizzato dal Rione Morlupo, a cui partecipano tutti i Rioni. Questo è uno dei momenti di puro divertimento che servono a richiamare tutti i rionali e a mantenere il gruppo unito.</p>
<p><strong>I: Cosa ci puoi dire della cucina?</strong><br />
<strong>E:</strong> È uno dei punti di forza. Il nostro slogan è: &#8220;Dove la buona cucina è un&#8217;arte&#8221;. Nella Taverna Sette Selle, questo è il nome della nostra taverna, abbiamo &#8220;primo servito de credenza&#8221; (crostoni, formaggi e affettati), &#8220;primo servito de cucina&#8221; (gnocconi, strangozzi, pappardelle, fusilli, cappellacci), &#8220;zuppe del giorno&#8221;, &#8220;secondo servito de cucina&#8221; (maiale, vitello, coratella), &#8220;terzo servito de cucina&#8221; (piadine), &#8220;quarto servito de cucina&#8221; (contorni) e &#8220;secondo servito de credenza&#8221; (crostata, rocciata, torta della nonna, panna cotta). Senza contare i vini locali di qualità &#8220;pe&#8217; non murà a siccu&#8221;. Il Rione Contrastanga è stato vincitore del Gareggiare dei Convivi nel 2000, 2005 e 2007.</p>
<p><strong>I: Ci sono novità per quanto riguarda la Sfilata?</strong><br />
<strong>E:</strong> La commissione che si occupa del corteo storico è quella che si è data maggiormente da fare per rinnovare i costumi. L&#8217;anno scorso sono stati fatti preparare a Roma dei nuovi costumi da dama, che saranno pronti per la prossima sfilata. Durante il corteo avremo anche un gruppo equestre e una parte musicale.</p>
<p><strong>I: E per quanto riguarda la giostra?</strong><br />
<strong>E:</strong> Non sappiamo ancora se il cavallo sarà lo stesso dell&#8217;anno scorso o se correrà un altro cavallo. Questa decisione spetterà alla Commissione Scuderia che si occupa della stalla tenendo conto delle spese e dei risultati ottenuti nelle prove.</p>
<p><strong>I: Cos&#8217;è che contraddistingue il Contrastanga dagli altri Rioni?</strong><br />
<strong>E:</strong> Il Rione Contrastanga ha sempre cercato, da sessant&#8217;anni a questa parte, di dare un esempio a tutti gli altri. È stato uno dei primi a fare taverna insieme a Cassero e Giotti. Anche per quanto riguarda le scuderie ci siamo sempre distinti. Inoltre il nostro Rione non pensa solo al proprio bene, ma alla Quintana nel suo complesso. Un&#8217;altra cosa che ci contraddistingue e a cui teniamo molto è la figura del popolano. Al Contrastanga l&#8217;abbigliamento da popolano è d&#8217;obbligo, perché deve rievocare una situazione storica e chi entra in taverna deve avere la possibilità di immergersi in un&#8217;atmosfera particolare. Quindi la figura del popolano è fondamentale. Noi ci battiamo tanto per questo, ma non tutti i rioni lo fanno.</p>
<p><strong>I: Bene. Grazie.</strong></p>
<p><strong>Galleria fotografica</strong></p>

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		<title>Intervista a Michele Poli, Capotamburino del Rione Croce Bianca</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 23:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Poli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus On]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Poli]]></category>
		<category><![CDATA[Quintana]]></category>
		<category><![CDATA[Rione Croce Bianca]]></category>

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		<description><![CDATA[CHIARA POLI: Ciao Michele, da quanti anni sei popolano del Rione Croce Bianca?
MICHELE POLI: Sono contradaiolo del Rione Croce Bianca da 10 anni, sono entrato già dal primo anno come figurante-tamburino, un ruolo importantissimo che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/iampcdrcb_1.jpg' title='Michele Poli, Capotamburino del Rione Croce Bianca'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_iampcdrcb_1.jpg' alt='Michele Poli, Capotamburino del Rione Croce Bianca' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a><strong>CHIARA POLI: Ciao Michele, da quanti anni sei popolano del Rione Croce Bianca?</strong><br />
<strong>MICHELE POLI:</strong> Sono contradaiolo del Rione Croce Bianca da 10 anni, sono entrato già dal primo anno come figurante-tamburino, un ruolo importantissimo che mi ha dato subito una grande carica.</p>
<p><strong>C: Come mai hai scelto questo Rione?</strong><br />
<strong>M:</strong> La mia avventura quintanara inizia nel &#8216;99, a quel tempo i miei amici più stretti erano di via Piave e tutti questi ragazzi facevano parte del Croce Bianca. Grazie a loro mi sono avvicinato alla taverna, ho conosciuto il Rione ed ho trovato un ambiente molto familiare, bello e soprattutto vincente, un Rione plurivittorioso che mi ha fatto innamorare.</p>
<p><strong>C: Quanto tempo dedichi al tuo Rione?</strong><br />
<strong>M:</strong> Durante le due settimane di Quintana praticamente tutto il giorno, dal primo pomeriggio fino a notte fonda. La giornata è dedicata esclusivamente alla taverna.</p>
<p><strong>C: Parlaci di una tua giornata tipo in taverna.</strong><br />
<strong>M:</strong> Si arriva in taverna verso le 14:00-14:15, si prende un caffè con gli altri popolani per organizzare il lavoro, poi si passa alla pratica: io solitamente mi occupo di preparare gli affettati ed i formaggi per la tavernetta, taglio la frutta per la sangria che poi verrà preparata da Emiliano, aiuto a sistemare i tavoli della taverna disposti nelle diverse sale, alle 16 accendo il fuoco del forno che servirà per la cottura delle pizzette prevista per le 20 circa. Verso le 22.30 ci sono le prove dei tamburini ma è allo scoccare della mezzanotte che incomincia la vera e propria baldoria quintanara!</p>
<p><strong>C: Da poco sei diventato il Capotamburino del Rione, che tipo di emozioni ti ha suscitato?</strong><br />
<strong>M:</strong> Le emozioni sono state immediate e fortissime, il passaggio della bandoliera da capo davanti alla taverna durante il corteo è stata l&#8217;emozione più grande.<br />
Sono fiero di essere Capotamburino del Rione ma più che un capo mi sento un capitano per anzianità piuttosto che per bravura, non mi sento il più meritevole ma un veterano che guida uno splendido gruppo.</p>
<p><strong>C: Ci sono delle Commissioni all&#8217;interno della taverna?</strong><br />
<strong>M:</strong> Si, certo. Il Priore è aiutato da 5 Commissioni: Commissione Addobbi, Commissione Artistica, Commissione Cucina, Commissione Tecnica, Commissione Taverna.</p>
<p><strong>C: Cosa ti piace di più del tuo Rione?</strong><br />
<strong>M:</strong> Domanda molto difficile&#8230;. a me piace essenzialmente tutto del mio Rione: la gente, il contesto, l&#8217;atmosfera, ma una cosa che faccio vedere sempre ad un forestiero che mi viene a trovare è la Sala dei Palii. La Sala dei Palii è una sala affrescata dove sono appesi 8 dei palii più recenti e siccome il Palio è l&#8217;oggetto dei nostri desideri, credo che quella sia la stanza dei desideri, dunque la parte più magica del Rione, la parte a me più cara.</p>
<p><strong>C: Ed invece cosa cambieresti?</strong><br />
<strong>M:</strong> Non cambierei nulla. È perfetta così com&#8217;è!</p>
<p><strong>C: Quale edizione della Quintana preferisci?</strong><br />
<strong>M:</strong> Preferisco in assoluto quella di Settembre, anzi vorrei tornare al tempo in cui si faceva la Giostra della Sfida e la Giostra della Rivincita nelle 3 settimane di Settembre, secondo me è &#8220;nel vespro settembrino&#8221; la Quintana vera e propria, come recita appunto il Bando di Gara.</p>
<p><strong>C: qual è l&#8217;attività che non ti piace all&#8217;interno del Programma della Manifestazione?</strong><br />
<strong>M:</strong> La Cena Grande. Non ho mai partecipato all&#8217;evento, non l&#8217;ho mai reputata un&#8217;attività caratterizzante della Quintana.</p>
<p><strong>C: Qual è il rapporto con i contradaioli degli altri Rioni?</strong><br />
<strong>M:</strong> Non ho mai avuto problemi con gli altri Rioni. Ho la mentalità di rispettare e farsi rispettare, non insulto, non infierisco, canto solo per il mio Rione!</p>
<p><strong>C: Come ti senti il giorno della Giostra?</strong><br />
<strong>M:</strong> Quello della Giostra è un giorno particolare. Vieni da due settimane di piena vita rionale in cui tutto ciò che fai ha come obiettivo il Palio. Dunque quel giorno è l&#8217;epilogo, c&#8217;è tensione emozione, c&#8217;è eccitazione, ma soprattutto c&#8217;è speranza.</p>
<p><strong>C: Cosa contraddistingue il Rione Croce Bianca dagli altri Rioni?</strong><br />
<strong>M:</strong> Il Croce Bianca è un Rione nobile ed uno dei Rioni più importanti di Foligno, ha vinto numerosi palii e questo grazie anche alla costante passione che ha unito i rionali negli anni, una caratteristica presente tuttora, un gruppo superaffiatato che ha come obiettivo il bene del Rione per la conquista dell&#8217;ardito Palio.</p>
<p><strong>C: Grazie Michele.</strong><br />
<strong>M:</strong> Grazie a voi ragazzi e ricordatevi: &#8220;l&#8217;acqua fa male, lu vino fa cantà!&#8221;</p>
<p><strong>Galleria fotografica</strong></p>

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			<a href="http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/iampcdrcb_2.jpg" title="I tamburini del Rione Croce Bianca" class="shutterset_Intervista a Michele Poli, Capotamburino del Rione Croce Bianca" >
								<img title="Intervista a Michele Poli, Capotamburino del Rione Croce Bianca" alt="Intervista a Michele Poli, Capotamburino del Rione Croce Bianca" src="http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_iampcdrcb_2.jpg"  />
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								<img title="Intervista a Michele Poli, Capotamburino del Rione Croce Bianca" alt="Intervista a Michele Poli, Capotamburino del Rione Croce Bianca" src="http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_iampcdrcb_3.jpg"  />
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		<title>L&#8217;arte di dipingere sulla pelle: Katia Frau si racconta</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 23:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Vissani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Focus On]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Foligno]]></category>
		<category><![CDATA[Katia Frau]]></category>
		<category><![CDATA[Tatuaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[La pittura, una delle massime espressioni d&#8217;arte visiva che l&#8217;uomo è stato in grado di esprimere nel corso dei secoli. Ogni epoca ha il proprio stile artistico che contraddistingue usi e costumi di quel determinato ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/laddkfsr_1.jpg' title='L&#039;arte di dipingere sulla pelle: Katia Frau si racconta'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_laddkfsr_1.jpg' alt='L&#039;arte di dipingere sulla pelle: Katia frau si racconta' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>La pittura, una delle massime espressioni d&#8217;arte visiva che l&#8217;uomo è stato in grado di esprimere nel corso dei secoli. Ogni epoca ha il proprio stile artistico che contraddistingue usi e costumi di quel determinato periodo. Sin dall&#8217;era della pietra e dei graffiti sulle grotte fino ai più moderni pittori contemporanei il mondo è stato immaginato, dipinto ed impresso su tela. Così è anche per il tatuaggio. Diffidiamo dall&#8217;idea che il tatuaggio è l&#8217;espressione artistica di quest&#8217;epoca: in questo assioma di vero c&#8217;è solo la parola arte&#8230; perché il tatuaggio è si una forma d&#8217;espressione molto usata oggi ma come lo era nel passato: il tatuaggio difatti è stato impiegato presso moltissime culture, sia antiche che contemporanee, accompagnando l&#8217;uomo per gran parte della sua esistenza; a seconda degli ambiti ha potuto rappresentare sia una sorta di carta d&#8217;identità dell&#8217;individuo, che un rito di passaggio all&#8217;età adulta. Per parlare di ciò e tanto altro ci siamo rivolti ad un&#8217;artista locale del tattoo: Katia Frau.</p>
<p><strong>ALESSIO VISSANI: Partiamo dal principio, anni e formazione culturale (scuole e diplomi, sia scuole dell&#8217;obbligo che scuole di tatuaggi)</strong><br />
<strong>KATIA FRAU:</strong> Mi sono diplomata nel 1998 come stilista di moda all&#8217;istituto professionale, l&#8217;anno seguente ho frequentato un corso privato a Roma e dopo un anno di sacrifici quando mi è stato approvato il permesso igienico sanitario ho aperto il mio studio tattoo.</p>
<p><strong>V: Katia, quando hai cominciato ad interessarti a questa forma d&#8217;arte?</strong><br />
<strong>F:</strong> Sono sempre stata affascinata da questo mondo sin da adolescente, la prima volta che vidi un tatuaggio mi trovavo a Riccione passò una ragazza con un dragone giapponese tatuato sulla parte laterale della schiena e io rimasi incantata e non riuscivo a toglierle gli occhi di dosso era più forte di me, sentì una sensazione inspiegabile, cominciai così a comprarmi riviste tattoo quasi in modo maniacale e lo faccio ancora oggi.</p>
<p><strong>V: Cosa facevi prima di diventare tatuatrice?</strong><br />
<strong>F:</strong> Avrei desiderato frequentare l&#8217;istituto d&#8217;arte ma a volte non è tutto possibile nella vita! Comunque appena diplomata il corso che frequentavo a Roma, che non mi impegnava tutti i giorni, cominciai a lavorare presso una ditta di ceramiche e successivamente in una stireria ero disposta a tutto ma dovevo mettere da parte tutti i miei risparmi per iniziare la mia attività.</p>
<p><strong>V: Parlami del tuo stile e delle tue influenze artistiche&#8230;.</strong><br />
<strong>F:</strong> Il mio lavoro è per me una grande passione, mi piace soprattutto lo stile orientale dalla linea semplice e pulita, soggetti realistici, come ritratti di persone e animali; fino a qualche anno fa preferivo lavorare in bianco e nero, non avevo una grande esperienza con il colore poi il fratello del mio ex ragazzo, anche lui tatuatore, mi mostrò i suoi lavori&#8230;. incise molto sulla mia conoscenza artistica e iniziai a sperimentare il colore, appresi tanto da entrambi e c&#8217;era un continuo scambio di idee, fu un periodo bellissimo della mia vita.</p>
<p><strong>V: Qual è stata l&#8217;esperienza più appagante della tua professione?</strong><br />
<strong>F:</strong> Con loro sono stata in Ungheria presso lo studio di un noto e bravissimo tatuatore e in diverse tattoo conventions è stata l&#8217;esperienza più appagante della mia professione e non solo.</p>
<p><strong>V: Andiamo per assurdo&#8230;. a chi vorresti fare un tatuaggio e da chi ti faresti tatuare?</strong><br />
<strong>F:</strong> Per assurdo il tatuaggio più emozionante lo farò a mia figlia quando sarà grande ovviamente, un giorno certo me lo chiederà, uno dei miei sogni più grandi è che anche lei intraprenda quest&#8217;arte e chi meglio della mamma per fare da cavia, sarà il tattoo più vero che ho.</p>
<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/laddkfsr_3.jpg' title='L&#039;arte di dipingere sulla pelle: Katia frau si racconta'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_laddkfsr_3.jpg' alt='L&#039;arte di dipingere sulla pelle: Katia Frau si racconta' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a><strong>V: Pregi e difetti della professione del tatuatore?</strong><br />
<strong>F:</strong> Io penso che in questo lavoro conti tanto la bravura quanto l&#8217;igiene e serietà esercitare in questo modo è sicuramente un pregio, purtroppo tante persone e sempre più oggi si comprano la macchinetta e il minino indispensabile per eseguire un tatuaggio in luoghi non idonei senza preoccuparsi del lato igienico e dei lunghi processi di sterilizzazione che sono di primaria importanza per la sicurezza e la salute del cliente.</p>
<p><strong>V: Qual è stata la più grande difficoltà che hai dovuto affrontare per diventare tatuatrice?</strong><br />
<strong>F:</strong> Ogni qualvolta prendo una decisione è impossibile fermarmi e in questo mio cammino i miei genitori sono stati l&#8217;ostacolo più grande, quando ho iniziato a farmi tatuaggi loro non hanno approvato e con la paura che mi sarei riempita diciamo che non mi hanno proprio appoggiato, per fortuna con il tempo le cose sono cambiate&#8230;. certo ci sono voluti dieci anni.</p>
<p><strong>V: Cosa diresti a chi vuole farsi il suo primo tatuaggio?</strong><br />
<strong>F:</strong> Cerco di chiarire prima di tutto i dubbi per quanto riguarda il procedimento invito sempre a riflettere sul fatto che un tatuaggio è permanente e in quanto tale mutamento del corpo non va fatto con leggerezza.</p>
<p><strong>V: Ogni qualvolta fai un tatuaggio pensi mai (magari non nel momento preciso dell&#8217;esecuzione) che un tuo disegno rimarrà a vita sulla pelle di una persona?</strong><br />
<strong>F:</strong> Si, ogni volta che lo eseguo ci penso, per questo mi impegno a dare il meglio ho un&#8217;importante responsabilità e sono contenta per la fiducia che mi viene data.</p>
<p><strong>V: Il tatuaggio, nell&#8217;antichità era un segno di riconoscimento (come per gli antichi Maya) ed un segno nobile&#8230;. per un tatuatore che crede nel valore del tattoo, quanto è fastidioso e se è fastidioso il fatto che oggi sia un puro fenomeno di massa? (<em>Il tattoo con la sua storia, tradizione, stile, vedere che ce l&#8217;hanno &#8220;tronisti&#8221; e che il pubblico magari segue loro come modelli da imitare a me personalmente da un po fastidio&#8230;. pensiero mio personale</em>)</strong><br />
<strong>F:</strong> Questo è un tasto dolente, personalmente odio quelle persone che decidono di riprodursi tattoo di personaggi famosi, in questo caso non esiste una storia e non si da il giusto valore al tatuaggio diviene fenomeno di massa, sono lavori che non mi gratificano.</p>
<p><strong>V: Ogni tatuatore ha una precisa etica&#8230;. ti sei mai rifiutata di tatuare qualche simbolo o segno che non rientrava nella tua etica?</strong><br />
<strong>F:</strong> Si mi sono rifiutata, la svastica ad esempio intesa come simbologia politica, anche frasi ingiuriose e di cattivo gusto.</p>
<p><strong>V: Quali sono diciamo i disegni che preferisci? Ritratti? Forme geometriche? </strong><br />
<strong>F:</strong> Come dicevo prima preferisco i ritratti lo stile orientale e il fantasy, ovviamente quelli che più mi intrigano sono quelli che creo io, i tribali e i maori non sono proprio il mio genere da noi non hanno lo stesso significato dei luoghi in cui nascono, per un samoano ad esempio è una specie di carta d&#8217;identità, per noi occidentali sono per lo più disegni decorativi.</p>
<p><strong>V: Quando tatui solitamente ti interessi piu o meno al significato di ciò che andrai a disegnare?</strong><br />
<strong>F:</strong> Certo che mi interesso, quasi sempre sono io a chiedere il significato anche se è personale durante il tatuaggio diventa un modo per instaurare dialogo, mi piace ascoltare e condividere le mie idee.</p>
<p><strong>V: Grazie per la disponibilità Katia e complimenti per i tuoi lavori.</strong><br />
<strong>F:</strong> Un saluto a tutti voi, complimenti per l&#8217;iniziativa di questo nuovo sito e good work da Katia Frau!!!</p>
<p><strong>Galleria fotografica</strong></p>

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			<a href="http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/laddkfsr_2.jpg" title="L'arte di dipingere sulla pelle: Katia Frau si racconta" class="shutterset_L&#8217;arte di dipingere sulla pelle: Katia Frau si racconta" >
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		<title>Intervista ad Alessandro Marsili, responsabile della taverna Giotti</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 23:02:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Innocenzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus On]]></category>
		<category><![CDATA[Foligno]]></category>
		<category><![CDATA[Quintana]]></category>
		<category><![CDATA[Rione Giotti]]></category>

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		<description><![CDATA[ALESSIO INNOCENZI: Ciao Alessandro. Come definiresti la taverna?
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/iaamrdtg_1.jpg' title='Intervista ad Alessandro Marsili, responsabile della taverna Giotti'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_iaamrdtg_1.jpg' alt='Intervista ad Alessandro Marsili, responsabile della taverna Giotti' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a><strong>ALESSIO INNOCENZI: Ciao Alessandro. Come definiresti la taverna?</strong><br />
<strong>ALESSANDRO MARSILI:</strong> Un luogo sicuro, al contrario di ciò che pensano alcuni. È vero, a volte si alza un po&#8217; il gomito, ma le sbronze sono controllate e il &#8220;quintanaro&#8221; vero se la fa passare all&#8217;interno della taverna. Tutti coloro che compiono atti di vandalismo e risse durante il periodo della Quintana non sono veri &#8220;quintanari&#8221; perché, dopo un anno di sacrifici all&#8217;interno della taverna, chi ne fa parte vuole solo divertirsi nella taverna stessa.</p>
<p><strong>I.: A questo proposito, cosa spinge persone come te a donare così tanto tempo al proprio rione?</strong><br />
<strong>M:</strong> La fede! Virtù che ultimamente si è un po&#8217; persa. I tavernieri di solito a casa propria non muovono un dito, mentre in taverna fanno di tutto, grazie allo spirito della Quintana. Personalmente, durante questo periodo, non posso divertirmi perché essendo il responsabile della taverna, devo controllare tutto ciò che avviene al suo interno, come in una &#8220;sala macchine&#8221;.</p>
<p><strong>I: Cosa mi dici dei clienti della taverna?</strong><br />
<strong>M:</strong> Chi viene da fuori generalmente è convinto di arrivare in un ristorantino particolare. Quando vede la tavola apparecchiata con fogli di carta paglia o il servizio è un po&#8217; lento, storce subito il naso. Quindi gli va spiegato: che queste sono entità che esistono solo 10 giorni a Giugno e 15 giorni a Settembre; che i tavernieri erroneamente chiamati camerieri, non vengono retribuiti ma lo fanno soltanto per fede rionale. Inoltre in un ristorante normalmente si parla a bassa voce, mentre la taverna va vissuta, ci dev&#8217;essere la caciara sia dei &#8220;contradaioli&#8221; che dei clienti, perché quella è l&#8217;entità della taverna. Gli altri personaggi a cui dobbiamo insegnare lo spirito della quintana sono i ragazzi nuovi che arrivano.</p>
<p><strong>I: Come definiresti i &#8220;quintanari&#8221;?</strong><br />
<strong>M:</strong> Beh, ce ne sono diversi tipi. Ci sono i veterani come me per cui la Quintana è diventato uno stile di vita ormai e la taverna un punto di ritrovo anche durante l&#8217;inverno. Quando si ha tempo libero si gioca a ping pong, bigliardino ecc. Poi ci sono i &#8220;quintanari&#8221; nuovi, ogni anno ne capitano una decina, ma su quei dieci se ne fermeranno uno o due, perché molti vengono spinti dalla voglia di divertirsi, poi quando capiscono che ci vuole anche sacrificio e la fede non attecchisce magari se ne vanno. Poi ci sono ragazzi che fanno la quindicina. Durante l&#8217;anno non vivono il Rione però nei 15 giorni della Quintana sono dei punti fermi. Purtroppo c&#8217;è sempre un grosso punto interrogativo sul numero effettivo di tavernieri.</p>
<p><strong>I: Come affrontate il problema?</strong><br />
<strong>M:</strong> Organizziamo riunioni, feste e cene per i ragazzi anche durante l&#8217;inverno. Non sempre vengono ma quando lo fanno si capisce su chi si può contare per il futuro. Nel Rione siamo tutti di passaggio, ognuno ha la fortuna di costruire qualcosa nel periodo in cui partecipa. Prima di me c&#8217;è già stato qualcuno e ci sarà qualcun altro dopo di me.</p>
<p><strong>I: Si verificano mai problemi economici?</strong><br />
<strong>M:</strong> Alfredo Doni, Priore del Giotti, rimette anche di tasca propria. Non c&#8217;è lucro, nessuno ci guadagna. I soldi che si guadagnano dalle cene vanno per i cavalli, per i costumi ecc.</p>
<p><strong>I: Dicci qualche aneddoto sul Giotti&#8230;.</strong><br />
<strong>M:</strong> La taverna del Giotti nasce nel 1975 come una scommessa, solo il Cassero dava un po&#8217; di mescita di vino, nessun&#8217;altro all&#8217;epoca faceva taverna. Questi locali erano la casa reale del più importante Priore del Rione Giotti, Amedeo Ciancaleoni, che purtroppo è venuto a mancare quest&#8217;anno. I personaggi che hanno costruito il tutto erano Ciancaleoni, Alessandro Castori e Giacinto Cannellori. I primi rionali del Giotti sono stati gli Scout, tra cui c&#8217;era anche Alfredo Doni che da semplice ragazzo che spostava un banchetto è diventato Priore. La storia è questa: si entra come taverniere, ci si affeziona e si sceglie la propria strada. C&#8217;è chi rimane in taverna, chi va in scuderia, chi in cucina, poi la passione e la fede diventano così grandi da dedicare sempre più tempo al Rione.</p>
<p><strong>I: Su di te cosa ci puoi dire?</strong><br />
<strong>M:</strong> Che il giorno della quintana odio tutti i &#8220;quintanari&#8221; al di fuori del mio Rione. Gli altri giorni dell&#8217;anno ci accomuna il fatto di essere tutti &#8220;quintanari&#8221;, a differenza di chi non ne fa parte. Facciamo sacrifici per una cosa che a Foligno funziona, la Quintana.</p>
<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/iaamrdtg_5.jpg' title='Intervista ad Alessandro Marsili, responsabile della taverna Giotti'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_iaamrdtg_5.jpg' alt='Intervista ad Alessandro Marsili, responsabile della taverna Giotti' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a><strong>I: Cosa differenzia il Giotti dagli altri Rioni?</strong><br />
<strong>M:</strong> Dal punto di vista storico l&#8217;origine nobiliare. Il Rione Giotti viene accostato alla famiglia degli Elisei. Dal punto di vista delle innovazioni posso dire che in qualsiasi settore (taverna, costumi, gara, cucina) stiamo sempre un passo avanti perché non abbiamo paura di sperimentare. Siamo stati i primi ad avere la taverna, a servire la birra, ad avere un menù completo sia di piatti tradizionali che di piatti più elaborati. Per quanto riguarda la stalla nel 2000 abbiamo avuto il coraggio di mandar via un cavaliere vincente, contando su Daniele Scarponi che si è rivelata una scommessa vincente.</p>
<p><strong>I: Da cosa nasce la competizione col Rione Croce Bianca?</strong><br />
<strong>M:</strong> Da quando un cavaliere del Giotti, a pochi giorni dalla Quintana, passò al Croce Bianca. Dopo quell&#8217;episodio Amedeo Ciancaleoni fece stabilire un vincolo nel 1986 e cioè che un cavaliere dopo la gara non poteva correre per un Rione diverso dal proprio per almeno 365 giorni.</p>
<p><strong>I: Esiste una Commissione Artistica nel Rione Giotti?</strong><br />
<strong>M:</strong> Non esistono vere e proprie gerarchie, comunque la parte artistica è curata da Alessia Mariani e da Giulio Strappini.</p>
<p><strong>I: Sono previste novità prossimamente?</strong><br />
<strong>Intervento di LUCA GIACINTI:</strong> Si pensava di fare un piccolo museo sulla Quintana con alcuni reperti storici. Da quando è nata la taverna del Giotti non si sapeva che fine avessero fatto, come ad esempio il primo bando scritto. A breve inizieremo a tirar fuori documenti, ricordi quintanari e quant&#8217;altro, come ad esempio un abito del 1987. Dopo la Quintana sistemeremo il tutto e lo metteremo a disposizione del pubblico.</p>
<p><strong>I: Bene, grazie ragazzi.</strong></p>
<p><strong>Galleria fotografica</strong></p>

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<br /></p>
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		<title>Festa a Palazzo 2009: intervista all&#8217;organizzatrice Dott.ssa Rita Rocconi</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 23:01:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Remoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Focus On]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Dimore storiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 2 Maggio al 20 Giugno 2009 si svolge la quinta edizione di Festa a Palazzo, architettura contemporanea nelle dimore storiche dell&#8217;Umbria.
SANDRA REMOLI: Con quali novità torna Festa a Palazzo dopo due anni di assenza?
RITA ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/fap2iaodrr_1.jpg' title='Festa a Palazzo 2009: intervista all&#039;organizzatrice Dott.ssa Rita Rocconi'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_fap2iaodrr_1.jpg' alt='Festa a Palazzo 2009: intervista all&#039;organizzatrice Dott.ssa Rita Rocconi' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>Dal 2 Maggio al 20 Giugno 2009 si svolge la quinta edizione di <em>Festa a Palazzo, architettura contemporanea nelle dimore storiche dell&#8217;Umbria.</em></p>
<p><strong>SANDRA REMOLI: Con quali novità torna Festa a Palazzo dopo due anni di assenza?</strong><br />
<strong>RITA ROCCONI:</strong> Festa a Palazzo torna mantenendo, rafforzando e diffondendo le radici di successo saldamente piantate nel 2002 per volontà dell&#8217;allora assessore al turismo Giampiero Fusaro: l&#8217;intento dichiarato di promuovere un elemento distintivo ben preciso nell&#8217;articolato sistema dei nostri beni culturali: le dimore storiche, una componente imprescindibile e preponderante dei centri urbani, nei quali si concentra la parte più intima ed essenziale dell&#8217;identità di ogni città. La novità sta nel fatto che la manifestazione torni ripartendo da Foligno, per iniziativa dell&#8217;assessore all&#8217;urbanistica Joseph Flagiello, ma diffondendosi in giro per l&#8217;Umbria e diventando in tal modo il primo progetto che, nato e sviluppato in un comune, si sia ampliato all&#8217;interno della regione coinvolgendone altri cinque.</p>
<p><strong>SR: Cosa ha rappresentato questo &#8220;ampliamento di raggio&#8221; per Festa a Palazzo?</strong><br />
<strong>RR:</strong> Ha significato molto, prima di tutto perché bisogna tenere presente che l&#8217;Umbria, piena di borghi e centri storici, si presta alla grande per una vera e propria operazione di marketing territoriale a tutti gli effetti, rivelandosi miniera inesauribile, con i suoi 93 comuni, per alimentare la nostra manifestazione. Quest&#8217;anno poi abbiamo presentato il progetto nella Sala Fiume di Palazzo Donini a Perugia, ottenendo così un&#8217;eccezionale divulgazione, con conseguente ampliamento di soggetti promotori e finanziatori; c&#8217;è anche stato per la prima volta il riconoscimento ed il patrocinio del Ministero dei beni culturali e dell&#8217;associazione Italia nostra ONLUS, che cura le illustrazioni dei palazzi grazie a giovani storici dell&#8217;arte come Marta Onali, Nicolas Tini Brunozzi e David Lucidi. Il contributo fondamentale della regione Umbria, della Cassa di risparmio di Foligno, delle aziende sponsor, hanno dato inoltre un sostegno senza il quale, in un periodo di crisi come questo, il singolo comune non ce l&#8217;avrebbe fatta e la stessa unione fra i sei comuni si è rivelata la chiave vincente. Ovviamente l&#8217;altra faccia della medaglia è stata la maggiore complessità organizzativa che il coinvolgimento di realtà diverse e più numerose inevitabilmente porta con sé, accanto alle straordinarie opportunità di cui si è appena detto.</p>
<p><strong>SR: Il coinvolgimento di città del calibro di Spoleto ed Assisi, oltre a Bevagna, Spello e Trevi, delinea anche una nuova chiave di lettura nel rapporto palazzo storico-città e dei diversi centri storici fra loro? Ad esempio ad Assisi si parla di Palazzo del monte Frumentario e a Trevi di Villa Fabbri.</strong><br />
<strong>RR:</strong> Per quanto riguarda i vari comuni, Foligno per la manifestazione continua ad essere quello centrale: è un dato di fatto che vi sia la maggiore concentrazione di palazzi storici, il Trinci poi è &#8220;il palazzo dei palazzi&#8221; e va costantemente valorizzato. Nel caso di Assisi c&#8217;è stata invece una straordinaria coincidenza di intenti: il Palazzo del monte Frumentario era in ristrutturazione dopo anni ed anni di inutilizzo, pertanto il comune e l&#8217;assessore Leonardo Paoletti hanno visto in Festa a Palazzo l&#8217;occasione migliore per inaugurarlo e riaprirlo ai cittadini alla conclusione dei lavori, durante i quali sono stati anche scavati per la prima volta piani sottostanti al livello stradale. Solo dopo la serata di &#8220;restituzione&#8221; ad Assisi, ne verrà decisa la nuova destinazione d&#8217;uso. Villa Fabbri invece unisce al contempo una tradizione ed una novità di Festa a Palazzo: tradizione perché la manifestazione si è sempre conclusa con la visita di una villa &#8220;fuori porta&#8221;, novità perché in questo caso siamo praticamente nel cuore del centro storico, nonostante Villa Fabbri possieda un meraviglioso e vastissimo parco ed altre caratteristiche che la connotano appunto come villa e non come Palazzo.</p>
<p><strong>SR: Nelle ultime edizioni Festa a Palazzo era stata abbinata a temi culturali come musica, letteratura, cinema, come mai quest&#8217;anno si è scelto di tornare all&#8217;architettura?</strong><br />
<strong>RR:</strong> Si parla ancora di architettura perché, delle quattro edizioni della manifestazione, la terza, in cui l&#8217;ambito culturale scelto era appunto l&#8217;architettura ebbe in assoluto il maggiore afflusso e successo. L&#8217;architettura contemporanea è analizzata e valorizzata nel suo rapporto con l&#8217;antico: si guarda al futuro in &#8220;contenitori vissuti&#8221;, come sono appunto le dimore storiche.</p>
<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/fap2iaodrr_4.jpg' title='Festa a Palazzo 2009: intervista all&#039;organizzatrice Dott.ssa Rita Rocconi (foto Valeriani Sisti)'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_fap2iaodrr_4.jpg' alt='Festa a Palazzo 2009: intervista all&#039;organizzatrice Dott.ssa Rita Rocconi (foto Valeriani Sisti)' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a><strong>SR: Per quanto riguarda le conferenze che precedono le visite ai palazzi, cosa si deve aspettare il pubblico?</strong><br />
<strong>RR:</strong> Innanzitutto una conoscenza dell&#8217;architettura contemporanea nel mondo di oggi, senza dimenticare, ma anzi valorizzando, il patrimonio antico che possediamo. Inoltre i diversi architetti protagonisti delle varie serate sono stati collocati nelle città più attinenti e significative in rapporto alle rispettive carriere: a Spoleto Francesco Cellini, che nel 2005 vinse il concorso per la riqualificazione del teatro della città, a Trevi Tobia Scarpa che, col famoso divano &#8220;Bastiano&#8221; negli anni &#8216;60 e &#8216;70 inizià un discorso di design a livello internazionale con la Gavina S.p.A. (inoltre per un anno, fra 2000 e 2001, i mobili di Gavina vennero esposti a Trevi presso il complesso museale di San Francesco per iniziativa della sottoscritta). A Bevagna invece un&#8217;eccezionale corrispondenza fra territorio e tema trattato nella serata &#8220;Architettura e vino&#8221; dall&#8217;architetto Francesca Chiorino, passa in rassegna le più importanti cantine del mondo realizzate dai più grandi architetti contemporanei, questo perché, in anteprima, il sindaco espone il progetto, in corso di realizzazione proprio a Bevagna, dello scultore Arnaldo Pomodoro per la nuova Cantina Ferrari Lunelli.</p>
<p><strong>SR: Come sono andate le prime tre serate a Foligno e soprattutto a Spoleto, dove Festa a Palazzo era ospitata per la prima volta?</strong><br />
<strong>RR:</strong> Ad oggi la serata migliore, con oltre cinquecento persone, è stata quella del 16 maggio a Foligno, con Palazzo Trinci, tenuta in occasione della &#8220;Nuit européenne des musées&#8221;, ideata dal ministero della cultura francese. Sempre a Foligno, l&#8217;8 maggio, ho avuto la grandissima soddisfazione di riuscire a far aprire, nonostante le difficoltà incontrate anche per motivi di permessi, un bellissimo palazzo &#8220;inedito&#8221; per la manifestazione: Palazzo Novellis di Coarazze. A Spoleto devo dire che un 50% di pubblico era costituito da folignati, che dopo due anni di assenza non hanno voluto perdere la prima serata dell&#8217;edizione 2009; considerando che l&#8217;appuntamento cadeva durante il ponte del 1 Maggio l&#8217;affluenza è stata soddisfacente, ottima l&#8217;accoglienza della città, soprattutto nella persona dell&#8217;assessore Giorgio Flamini, che ha consentito di visitare Palazzo Collicola, sede del Museo di arte contemporanea della città e soprattutto il piano nobile dello stesso, con splendidi affreschi settecenteschi di scuola romana, generalmente aperto al pubblico solo per eventi particolari, come la cena del Festival dei due mondi.</p>
<p><strong>SR: Come ultima domanda ti invito a scegliere, fra i tanti, il motivo più importante e significativo per cui, secondo te, i nostri lettori non devono assolutamente mancare a questa edizione di Festa a Palazzo.</strong><br />
<strong>RR:</strong> Sicuramente per la riscoperta di centri storici esaltata dal fatto di avere Spoleto in apertura ed Assisi in chiusura, abbracciando così idealmente la nostra amatissima &#8220;Rosa dell&#8217;Umbria&#8221;.</p>
<p><strong>Galleria fotografica</strong></p>

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								<img title="Festa a Palazzo 2009: intervista all'organizzatrice Dott.ssa Rita Rocconi (foto Valeriana Sisti)" alt="Festa a Palazzo 2009: intervista all'organizzatrice Dott.ssa Rita Rocconi (foto Valeriana Sisti)" src="http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_fap2iaodrr_2.jpg"  />
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								<img title="Festa a Palazzo 2009: intervista all'organizzatrice Dott.ssa Rita Rocconi (foto Valeriana Sisti)" alt="Festa a Palazzo 2009: intervista all'organizzatrice Dott.ssa Rita Rocconi (foto Valeriana Sisti)" src="http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_fap2iaodrr_3.jpg"  />
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		<title>Io: volontario a Paganica</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 23:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Vissani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus On]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Paganica]]></category>
		<category><![CDATA[Terremoto]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/ivap_1.jpg' title='Io a Paganica sul pick-up'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_ivap_1.jpg' alt='Io: volontario a Paganica' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>3:32 am &#8211; 6-4-2009, dei numeri che in questo inizio anno hanno fatto purtroppo da anagramma ad una parola tanto sola ma alquanto terrificante: il <em>Terremoto</em>. Ad un mese da quel terribile momento il mondo globale di cui facciamo parte ci ha letteralmente bombardato di servizi, approfondimenti, talk-show, trasmissioni ed immagini a più non posso. Ore ed ore di diretta unite a migliaia di megabyte di foto sparsi per il web e nel mentre che osservavo costernato ciò che la terra era capace di fare in pochi secondi meditavo e riflettevo, da umbro ex-terremotato, su cosa si potesse fare per dare un aiuto concreto. Più passavano le ore e più il senso di impotenza mi attanagliava, il voler fare qualcosa ma qualcosa di giusto e non di azzardato erano la mia priorità di quei giorni. Nel frattempo che iniziavo a tenere a mente paesi come Onna, Paganica, Rocca di Mezzo, i miei amici e conoscenti mi spingevano a partire seguendo la mia vocazione (e lavoro) da fotografo ma nel mio cuore e mente non ce la facevo ad andare giu &#8220;armato&#8221; solo di macchina fotografica. Dopo due settimane ecco la situazione giusta al momento giusto: l&#8217;associazione con la quale sono iscritto, la Croce Verde di Spoleto, aveva bisogno per la terza settimana di nuovi volontari da mandare a Paganica per poter dare il cambio ai ragazzi del secondo contingente. Giovedì 16 aprile mi chiamano al telefono: &#8220;Ciao Alessio, volevamo sapere se eri ancora disponibile per partire una settimana come volontario nel campo di Paganica&#8221; &#8211; &#8220;Si assolutamente, si che sono disponibile&#8221;. &#8220;Bene, allora ci vediamo lunedi 20, ore 8:00 puntuale davanti alla sede&#8221;. E&#8217; fatta, si parte, via di corsa a casa a dare la lieta notizia ai miei familiari ed a preparare la borsa, fare un rapido check-up per vedere cosa manca e cosa dovevo comprare. I giorni passano velocissimi ed il lunedì arriva in un men che non si dica: un po&#8217; spaesato ma con mille motivazioni mi ritrovo a Terni insieme agli altri volontari tutti riuniti per partire insieme in colonna mobile. Due ore e mezza di viaggio ed arriviamo a Paganica. Il tempo di capire come è organizzato il campo ed eccomi catapultato nei doveri da svolgere: nel momento che sei li non puoi aspettare il benvenuto od altro, a dispetto di altre idee in questi campi tutto si fa meno che vita da camping. Cristina, anche lei della Croce Verde, mi spiega cosa devo fare (nel gergo &#8220;dare le consegne&#8221;), tante cose da tenere a mente e se non bastasse mi nomina capo-responsabile del mio settore. Il settore igiene è senza dubbio, per la mole e la continuità del lavoro uno dei più duri, ma ripeto, se ci si trova là a dare una mano è a prescindere da cosa si deve fare. Mi riempio un blocchetto di appunti: ore 7:00 sveglia, ore 8:00 inizio servizio, ore 8:30 prima riunione con il capo-campo e con gli altri capi responsabile per discutere delle problematiche varie, ore 9:00 ritiro spazzatura dalla mensa del campo e dalle tende della popolazione con conseguente sostituzione di sacchi nuovi, ore 10:30 circa pulizia ed igienizzazione bagni e convogli docce del campo 1 e campo 2, pausa pranzo intorno alle 13:00 e medesimo lavoro per il pomeriggio con conclusione alle 22:30, ora dell&#8217;ultimo ritiro spazzatura della mensa. Durante la giornata il lavoro è gravoso non lo metto in dubbio ma il contatto con la popolazione rende tutto più leggero: non c&#8217;è persona che non ti saluti, che non si fermi a chiacchierare, mi invitano nelle loro tende anche per un semplice &#8220;come va?&#8221; &#8220;da quanto sei qui a Paganica?&#8221;. <a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/ivap_7.jpg' title='Michael e la sua mamma'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/thumbs/thumbs_ivap_7.jpg' alt='Io: volontario a Paganica' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>Gli occhi innocenti dei bambini che si divertono anche sotto il diluvio, saltando tra una pozzanghera e l&#8217;altra riescono a far scivolare il sisma che continua a tormentarci, il freddo pungente e la pioggia incessante. In questa cornice estrema, surreale se vogliamo, il calore ed amore degli abruzzesi per la loro terra e per coloro come noi, che siamo venuti in soccorso, è qualcosa di &#8220;leggendario&#8221;, è alla base di esperienze come queste: dure, lontane da ogni schema ma altrettanto piene di significato che ti riempiono il cuore di una ricchezza unica ed indescrivibile. L&#8217;organizzazione di cosa si fa nel campo è una costante, anche quando ci si riunisce in mensa per rifocillarsi, si parla del lavoro da fare, cosa da chiedere al capo-campo, come va il lavoro degli altri magari, il tempo è come se si fermasse, come se nel momento che abbiamo tutti lasciato la nostra casa ci siamo diretti in un&#8217;<em>isola che non c&#8217;è</em> dove ti dimentichi anche cosa sei nella vita di tutti i giorni: la priorità è il campo e risolvere qualsiasi problema ne venga fuori. Un campo è duro, durissimo, trovi problemi di una grande città in pochi ettari di terreno, ma anche in questo buio, come nei migliori film noir spunta una luce che squarcia le nuvole con violenza, un caldo sole che riscalda il cuore: Daniel che gioca con la sua bici, Angelo che ogni volta che passi davanti alla sua tenda ti sorride e si nasconde dietro alla sua dolce mamma, Michael che a pochi mesi dalla sua nascita non sente il disagio e pensa solo a riempire di baci la sua mamma, scene di vita quotidiana in una quotidianità ormai spezzata e letteralmente scossa dalla furia della terra. Ma è da questi gesti che l&#8217;Abruzzo cerca di ripartire, perché ricominciare è possibile! Forza Abruzzo.</p>
<p><strong>Galleria fotografica</strong></p>

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			<a href="http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/ivap_2.jpg" title="Chiesa di Paganica" class="shutterset_Io: volontario a Paganica" >
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			<a href="http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/ivap_3.jpg" title="Clown nel campo" class="shutterset_Io: volontario a Paganica" >
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			<a href="http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/ivap_4.jpg" title="Daniel che gioca nel bobcat" class="shutterset_Io: volontario a Paganica" >
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			<a href="http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/ivap_5.jpg" title="La gatta Sismina" class="shutterset_Io: volontario a Paganica" >
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			<a href="http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/ivap_6.jpg" title="Campo tenda di Paganica" class="shutterset_Io: volontario a Paganica" >
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			<a href="http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_06/ivap_8.jpg" title="Onna" class="shutterset_Io: volontario a Paganica" >
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		<title>Intervista a Luca Castignani, Presidente dell&#8217;associazione In Blue</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 23:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Innocenzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus On]]></category>
		<category><![CDATA[Foligno]]></category>
		<category><![CDATA[Jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[ALESSIO INNOCENZI: Ciao Luca, cominciamo parlando di te e della tua associazione.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_05/ialcpdaib_1.jpg' title='Locandina di Young Jazz &#039;09'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_05/thumbs/thumbs_ialcpdaib_1.jpg' alt='Intervista a Luca Castignani, Presidente dell&#039;associazione In Blue' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a><strong>ALESSIO INNOCENZI: Ciao Luca, cominciamo parlando di te e della tua associazione.</strong><br />
<strong>LUCA CASTIGNANI:</strong> Ciao, sono Luca Castignani, Presidente della In Blue. Questa associazione culturale è nata circa sei anni fa dall&#8217;unione di alcuni ragazzi di Foligno. Col tempo è cresciuta sia a livello qualitativo che di coesione. Direttore artistico dell&#8217;associazione è Giovanni Guidi. In Blue è molto attenta per il sociale. Collabora spesso con l&#8217;AFAM, azienda farmaceutica municipale, per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. L&#8217;anno scorso abbiamo sostenuto Amnesty International per la difesa dei diritti civili dell&#8217;uomo.</p>
<p><strong>I: Cosa ci puoi dire sullo Young Jazz Festival?</strong><br />
<strong>C:</strong> Quest&#8217;anno il festival è alla quinta edizione ed ha raggiunto anche il patrocinio di Umbria Jazz. Il direttore artistico Carlo Pagnotta seguiva lo Young Jazz Festival già da due anni e lo ha voluto premiare ufficializzando il patrocinio di Umbria Jazz. Abbiamo anche il patrocinio del Comune di Foligno con l&#8217;assessorato alla cultura e della regione Umbria con l&#8217;assessorato alle politiche sociali giovanili.</p>
<p><strong>I: Altre partnership importanti?</strong><br />
<strong>C:</strong> La Cam Jazz, casa discografica che ha inciso molti dischi di giovani talenti e di artisti affermati come Enrico Rava. Nonostante sia il primo anno come partnership c&#8217;è già un rapporto di amicizia. Poi ci sarà la VUS COM che parteciperà con raccolte differenziate nelle location del festival. Inoltre si è creata una sinergia tra le associazioni di Foligno, tipo Dancity che ormai è fissa nelle nostre edizioni. Poi c&#8217;è l&#8217;associazione Viaindustriae che cura la grafica del festival e farà uscire una rivista free press di nome Grassetto. La fondazione Cassa di Risparmio di Foligno da tre anni collabora con noi e quest&#8217;anno abbiamo voluto ufficializzare con il logo.</p>
<p><strong>I: So che collaborerete anche coi ragazzi del parco fluviale Hoffman</strong><br />
<strong>C:</strong> Sì, faremo dei concerti. Si esibiranno anche i Matmos, famoso gruppo elettronico che ha collaborato con Bjork e non solo. Ci sarà il concerto di anteprima in collaborazione con i ragazzi della Locomotiva. Si esibiranno insieme a loro Alessandro Giampaoli, Giovanni Guidi, Dan Kinzelman e Maurizio Pirone. Si tratterà di suoni e ritmi spontanei frutto delle emozioni di questi ragazzi. In generale cercheremo di occupare tutte le location di Foligno: ostello della gioventù, auditorium San Domenico e palazzo Trinci, dove si terrà il concerto di chiusura Enrico Rava &#8220;Special Edition&#8221;, con la collaborazione di giovani artisti della scena italiana e internazionale, per festeggiare i cinquant&#8217;anni di carriera di Enrico Rava.</p>
<p><strong>I: Quali eventi ospiteranno l&#8217;Auditorium San Domenico e l&#8217;ostello della gioventù? </strong><br />
<strong>C:</strong> Faremo un concerto acustico con Christian Wallumrød e il suo gruppo norvegese. Ci saranno anche i finlandesi Sun Trio, prodotti dalla Cam Jazz e i Morla Duo, gruppo irlandese che suonerà prima del concerto di chiusura di Enrico Rava. Poi ci sarà Roberto Cecchetto Downtown Trio con Giovanni Maier. </p>
<p><strong>I: Quali altre location saranno messe a disposizione?</strong><br />
<strong>C:</strong> Nella taverna La Mora si svolgeranno le jam session serali che saranno gestite dai ragazzi del circolo ARCI Feedback. Nella cantina Scacciadiavoli faremo un concerto con Mauro Ottolini e il suo gruppo Lato latino, per festeggiare il quindicennale di Cantine Aperte. Nella libreria Carnevali si esibiranno i Doc Trio.</p>
<p><strong>I: Altro da aggiungere?</strong><br />
<strong>C:</strong> Solo che il 29 e 30 Maggio ci saranno dei gruppi itineranti.</p>
<p><strong>I: Grazie Luca e buon lavoro.</strong><br />
<strong>C:</strong> Grazie a voi.</p>
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		<title>Emersioni: Gabriella Napolitano ad Assisi</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 23:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Poli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Assisi]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriella Napolitano]]></category>

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		<description><![CDATA[Emersioni, un&#8217;iniziativa ideata e promossa dall&#8217;Associazione Culturale &#8220;L&#8217;Isola che non c&#8217;è&#8221; lancia  la sua prima prova espositiva proponendo la giovane artista Gabriella Napolitano, di origini monzesi ma residente a Perugia, che ha da poco ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_05/egnaa_01.jpg' title='Gabriella Napolitano'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_05/thumbs/thumbs_egnaa_01.jpg' alt='Emersioni: Gabriella Napolitano ad Assisi' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>Emersioni, un&#8217;iniziativa ideata e promossa dall&#8217;Associazione Culturale &#8220;L&#8217;Isola che non c&#8217;è&#8221; lancia  la sua prima prova espositiva proponendo la giovane artista Gabriella Napolitano, di origini monzesi ma residente a Perugia, che ha da poco concluso a pieni voti i suoi studi presso l&#8217;Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia. L&#8217;intento dell&#8217;Associazione Culturale è quello di avvalersi di spazi espositivi insoliti e di creare invece un rapporto diretto tra giovani artisti emergenti e la vita comune di tutti i giorni. Per questo motivo sono scelti spazi collettivi, quali trattorie, ristoranti ed altri luoghi di ristoro, che esprimono azioni normali e quotidiane e creano legami inaspettati ma vivi con l&#8217;arte contemporanea. Certo, il livello qualitativo non è al massimo, ma l&#8217;idea è interessante soprattutto dal punto di vista del target che può godere di questo servizio. Infatti l&#8217;esposizione può davvero essere accessibile a tutti indistintamente. L&#8217;Emersione artistica di Gabriella Napolitano verrà ospitata per circa un mese alla Trattoria degli Umbri, al nr. 40 di Piazza del Comune ad Assisi, luogo offerto e predisposto accuratamente dai gestori Roberta ed Andrea.</p>
<p>Gabriella Napolitano è diplomata in discipline pittoriche presso la Fondazione Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia con la votazione di 110/110 ed ha conseguito nella medesima Accademia il diploma di II livello in &#8220;Arti Visive e Discipline dello Spettacolo&#8221; indirizzo Pittura, con la votazione di 110 e lode. Ha partecipato a numerose esposizioni di cui si ricordano: la Collettiva &#8220;Germinazioni&#8221; all&#8217;interno della manifestazione &#8220;Le arti in città &#8211; Perugia Contemporanea&#8221; nel 2007, &#8220;L&#8217;immagine/continua&#8221;, rassegna di video arte monolocale, edizione 2008 a Catania, di cui ha vinto il premio speciale della giuria per la ricerca formale e stilistica, &#8220;CONVERSazIONI&#8221;, con Alessio Biagiotti, a Palazzo della Penna, nel 2008 con il video &#8220;Si prega di andare a scrivere sui muri&#8221; e l&#8217;ultima, &#8220;She&#8221; a cura di Francesco Duranti a Villa Perusia tra febbraio ed aprile 2009. L&#8217;artista si dedica alla pittura figurativa scegliendo come suoi soggetti i volti delle persone che le comunicano sensazioni e stimolano la sua creatività: <em>&#8220;Lavoro con due strumenti, la pittura e il video. Per quanto riguarda la pittura da circa due anni i miei lavori sono solitamente ritratti eseguiti a olio di grandi dimensioni, che eseguo partendo da una base fotografica&#8221;.</em> <a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_05/egnaa_04.jpg' title='Gabriella 03 - 2008 - Olio su tela - 80 x 80'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_05/thumbs/thumbs_egnaa_04.jpg' alt='Emersioni: Gabriella Napolitano ad Assisi' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>I ritratti e gli autoritratti descrivono istanti ed espressioni non banali del soggetto catturati prima con scatti fotografici e poi ricreati sulla tela con una impressionante fedeltà: <em>&#8220;Il motivo è l&#8217;interesse per un limite che è punto di contatto tra soggetto ritratto e autore, quel limite che è il luogo da cui mi affaccio per vedere  l&#8217;altro. Quello che cerco è farmi attraversare da una personalità, che metta per quel tempo in cui dipingo tra parentesi la mia e mi permetta di scoprire un vultus: il viso percorso dai moti dell&#8217;animo, il modo singolare di manifestare l&#8217;interiorità che ogni volto porta con se insieme ai tratti più specificatamente fisici, per tracciare la mappa di un&#8217;alterità che mi ha affascinato&#8221;.</em> Oltre ai dipinti Gabriella ci offre anche dei lavori video a dir poco magnetici: <em>&#8220;Anche nei lavori video parto da una base fotografica di cui conservo pochi frammenti, che sottopongo a un progressivo lavoro di astrazione inteso a ricavare un archivio di elementi grafici che si generano l&#8217;uno dall&#8217;altro, e  che si dispongono lungo una durata temporale costituendone il leit motiv, come un motivo musicale, come un ricamo, che cerca di restituire un luogo fisico nel suo divenire anche luogo interiore&#8221;.</em></p>
<p>I cinque olii e i quattro ritratti esposti nello spazio di Assisi (del 2008/2009) rappresentano al meglio l&#8217;ideologia artistica di Gabriella Napolitano e aprono la strada a questa piacevole iniziativa che vedrà sbocciare altri giovani talenti.</p>
<p><strong>Galleria fotografica</strong></p>

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	<!-- Thumbnails -->
		
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_05/egnaa_02.jpg" title="Gabriella 01 - 2008 - Olio su tela - 80 x 80" class="shutterset_Emersioni: Gabriella Napolitano ad Assisi" >
								<img title="Emersioni: Gabriella Napolitano ad Assisi" alt="Emersioni: Gabriella Napolitano ad Assisi" src="http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_05/thumbs/thumbs_egnaa_02.jpg"  />
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		<title>Sound of Marocco</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 23:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Innocenzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Foligno]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliana Gamba]]></category>
		<category><![CDATA[Multisala Politeama Clarici]]></category>

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		<description><![CDATA[Multisala Politeama Clarici, il 14 maggio 2009. Regia: Giuliana Gamba.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_05/loc_sound_of_marocco.jpg' title='Locandina di Sound of Marocco'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_05/thumbs/thumbs_loc_sound_of_marocco.jpg' alt='Sound of Marocco' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a><strong>Regia:</strong> Giuliana Gamba<br />
<strong>Genere:</strong> Documentario<br />
<strong>Produzione:</strong> Italia, 2008<br />
<strong>Durata:</strong> 90 min<br />
<strong>Luogo:</strong> Multisala Politeama Clarici<br />
<strong>Data:</strong> 14-5-2009</p>
<p>Il Marocco è un mosaico di popoli e di culture contrastanti, che si estende fino ai confini occidentali del &#8220;mondo antico&#8221;. La musica marocchina esprime perfettamente lo spirito di questo misterioso Paese dei contrasti. Il film/documentario porta diritti al cuore di un mondo diviso tra oriente e occidente, un&#8217;ibridazione utopistica che è alla base di una grande cultura, temuta e avversata dagli integralismi. I protagonisti sono tre artisti marocchini: Sapho che vive e lavora in Francia; Salah Edin in Olanda; Nour Eddine in Italia. Loro tre fanno da guida per un viaggio che varca mondi completamente diversi. Vengono mostrate le loro esibizioni e la loro vita privata, per evidenziare la ricerca di se stessi e delle loro radici musicali. Salah Edin è il primo artista arabo che ha saputo unire  l&#8217;hip-hop occidentale con la tradizione chaabische. Sapho, con la sua sofisticata ebrea nata a Marrakech, rinnova le sue radici musicali unendole ad un forte impegno sociale e politico, facendo concerti a Gaza, Gerusalemme, Bagdad. Nour Eddine è un emigrante che unisce alla perfezione suoni e atmosfere spirituali con i ritmi liberatori della musica tradizionale. Il film è un road movie che documenta le passioni, i rimpianti, i paesaggi, le memorie di un popolo ai margini del mondo e scopre che la musica è la sua vera anima. Ogni passaggio fra i vari stili rappresenta la via più funzionale per mettere in luce l&#8217;estrema coesione tra le diverse componenti musicali marocchine.</p>
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		<title>La chiesa di Fuksas consegnata alla città</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 23:02:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Remoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Foligno]]></category>
		<category><![CDATA[Fukas]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;&#8221;oggetto misterioso&#8221;, così ha definito la chiesa di via del Roccolo l&#8217;Architetto Adele Savino dello studio Fuksas, è nato da un concorso bandito nel 2000 dalla C.E.I. per l&#8217; elaborazione di un edificio capace di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="shutter_" href='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_05/lcdfcac_1.jpg' title='La chiesa di Fuksas consegnata alla città'><img src='http://www.giroevago.it/webzine/wp-content/gallery/2009_05/thumbs/thumbs_lcdfcac_1.jpg' alt='La chiesa di Fuksas consegnata alla città' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>L&#8217;&#8221;oggetto misterioso&#8221;, così ha definito la chiesa di via del Roccolo l&#8217;Architetto Adele Savino dello studio Fuksas, è nato da un concorso bandito nel 2000 dalla C.E.I. per l&#8217; elaborazione di un edificio capace di rappresentare il sacro nella realtà contemporanea, che si imponesse su scala territoriale, che divenisse segno incisivo dell&#8217;ambiente, che evocasse un senso di mistero, incuriosendo e invitando di conseguenza all&#8217;avvicinamento tutta la popolazione. Il mistero però doveva essere suscitato, sempre in base al bando, da forme assolutamente semplici, da geometrie essenziali esprimendo in modo inequivocabile il più innovativo linguaggio architettonico contemporaneo. Infine la chiesa era chiamata a veicolare un fortissimo messaggio: &#8220;la fatica e la gioia della ricostruzione&#8221; dopo il terremoto del &#8216;97, come ha sottolineato il vescovo Gualtiero Sigismondi e non a caso è sorta proprio laddove venne allestito il campo della Protezione Civile all&#8217;indomani del sisma. Il cubo, compatto e massiccio, con pareti di 80 cm di spessore, è risposta di potenza, di resistenza e di indistruttibilità contro la devastante forza tellurica. Se l&#8217;esterno, adeguato alla richiesta di mistero, si impone con prepotenza nel contesto territoriale con un effetto di volontaria chiusura, all&#8217;interno è stata destinata una funzione diversa: per entrare bisogna percorrere in pendenza rampa e sagrato, che sollevano di un m. e ½ l&#8217;edificio dal piano stradale, invitando il fedele ad innalzarsi verso la riflessione. Non si varca un portale ma, come ha definito l&#8217;arch. Savino, un &#8220;taglio&#8221;: una vetrata che attraversa orizzontalmente tutta la facciata, con un&#8217;altezza decisamente contenuta, come a dire che bisogna abbassare la testa, poi, una volta dentro, un secondo cubo le cui pareti partono dal soffitto senza però terminare al suolo, delimita una superficie di minore vastità. Qui è protagonista la luce, universale rappresentazione del sacro; ora lo sguardo è quasi costretto da un&#8217;attrazione irresistibile a sollevarsi in su, verso i lucernai delle pareti laterali e le tre fenditure del soffitto, ora la struttura non è forza, non è volume, non è corpo compatto, ora la struttura è l&#8217;impalpabilità della stessa luce, attiva interprete in movimento: con lo scorrere delle ore del giorno infatti i raggi entrano con angolazioni sempre nuove, quasi a passare dalla forma architettonica alla scultura.</p>
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