Chi Siamo
Nel grande oceano della Rete ho appena avvistato una creatura nuova, fresca, accattivante fin dal nome della sua testata GIRO e VAGO. In una piccola taverna di Assisi (non specifico quale perché per la pubblicità c’è il giusto obolo da versare all’editore) in questo autunno caldo di contestazioni, infiniti processi-spettacolo e di gravissima crisi economica che tocca anche la verde Umbria, sempre più al verde (mi gridano da Nocera Umbra), sono stato testimone della gestazione del nome e del battesimo di quello che ha la giusta ambizione di diventare il “giornale culturale” online della nostra regione. Una missione ardua, visto che la produzione culturale si è sempre più ridotta alla moltiplicazione delle sagre e dei cibi, che raramente vengono abbinate alla giusta mostra, al concerto originale, alla crescita di laboratori permanenti, in cui un artista, uno scrittore, un fotografo umbro abbia la possibilità di crescere e di vivere del proprio lavoro, senza necessariamente abbandonare il suo casolare. Ma siccome questo giornale vuole partire da ciò che resta della sana provincia italica, senza però rimanere ingabbiato nell’insano provincialismo, allora è meglio subito sgombrare i campi e l’altopiano di Colfiorito e Castelluccio da ogni dubbio. Così, dalle nebbie rarefatte di Milano vedo chiaramente i primi passi, o sarebbe meglio dire i primi click, di un’idea coraggiosa, quindi forte e destinata a durare. In un tempo come mai, avaro di sogni e speranze nel futuro, questo progetto nato da un giovanissimo gruppo redazionale apolitico e per questo ancora pensante, ha deciso di mettere in prima pagina l’industria del pensiero locale perché possa diventare la primaria “eccellenza” (termine sciatto e abusato) umbra da esportare nel mondo e non solo quello virtuale. Va bene l’olio museale, il Sagrantino da riserva indiana, la cicerchia e lo strengozzo per Obama, ma tutto questo va condito con un pensiero forte che è fatto di arti e mestieri, genius loci e tradizioni con radici ancora ben salde a terra. Una terra che questa piccola brigata di resistenti civili con curiosità e passione ha deciso di tenere accesa ogni giorno dal loro giornale schermato in cui punteranno sulla qualità, proprio perché vivono in un’era in cui non è più richiesta. E l’apparenza imperante qui verrà sostituita con la sostanza della realtà e con il ripristino di una letteratura giornalistica, sempre più in estinzione. Distinguersi per non estinguersi, è questo l’impegno a cui sono chiamati Flavio, Elena, Chiara e i due Alessio che hanno deciso di raccontare un pezzo di mondo che ci appartiene con gli occhi di chi l’osserva per la prima volta. L’impegno del popolo dei lettori, si spera sia invece quello di connettersi quotidianamente, anche solo per un minuto, con questa officina delle idee e del confronto che attraverso l’informazione cercherà di far sentire, girando e vagando, la sua voce. Ha detto Federico Zeri, un innamorato folle della nostra Umbria e delle rarità librarie di Giovanni Carnevali, che “stiamo morendo per eccesso di informazione”. Forse è vero, ma perché si tratta di cattiva informazione, quella da cui GIRO e VAGO prende già la giusta distanza.
Massimiliano Castellani, giornalista e scrittore de L’Avvenire
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