Intervista a Michele Poli, Capotamburino del Rione Croce Bianca
CHIARA POLI: Ciao Michele, da quanti anni sei popolano del Rione Croce Bianca?
MICHELE POLI: Sono contradaiolo del Rione Croce Bianca da 10 anni, sono entrato già dal primo anno come figurante-tamburino, un ruolo importantissimo che mi ha dato subito una grande carica.
C: Come mai hai scelto questo Rione?
M: La mia avventura quintanara inizia nel ‘99, a quel tempo i miei amici più stretti erano di via Piave e tutti questi ragazzi facevano parte del Croce Bianca. Grazie a loro mi sono avvicinato alla taverna, ho conosciuto il Rione ed ho trovato un ambiente molto familiare, bello e soprattutto vincente, un Rione plurivittorioso che mi ha fatto innamorare.
C: Quanto tempo dedichi al tuo Rione?
M: Durante le due settimane di Quintana praticamente tutto il giorno, dal primo pomeriggio fino a notte fonda. La giornata è dedicata esclusivamente alla taverna.
C: Parlaci di una tua giornata tipo in taverna.
M: Si arriva in taverna verso le 14:00-14:15, si prende un caffè con gli altri popolani per organizzare il lavoro, poi si passa alla pratica: io solitamente mi occupo di preparare gli affettati ed i formaggi per la tavernetta, taglio la frutta per la sangria che poi verrà preparata da Emiliano, aiuto a sistemare i tavoli della taverna disposti nelle diverse sale, alle 16 accendo il fuoco del forno che servirà per la cottura delle pizzette prevista per le 20 circa. Verso le 22.30 ci sono le prove dei tamburini ma è allo scoccare della mezzanotte che incomincia la vera e propria baldoria quintanara!
C: Da poco sei diventato il Capotamburino del Rione, che tipo di emozioni ti ha suscitato?
M: Le emozioni sono state immediate e fortissime, il passaggio della bandoliera da capo davanti alla taverna durante il corteo è stata l’emozione più grande.
Sono fiero di essere Capotamburino del Rione ma più che un capo mi sento un capitano per anzianità piuttosto che per bravura, non mi sento il più meritevole ma un veterano che guida uno splendido gruppo.
C: Ci sono delle Commissioni all’interno della taverna?
M: Si, certo. Il Priore è aiutato da 5 Commissioni: Commissione Addobbi, Commissione Artistica, Commissione Cucina, Commissione Tecnica, Commissione Taverna.
C: Cosa ti piace di più del tuo Rione?
M: Domanda molto difficile…. a me piace essenzialmente tutto del mio Rione: la gente, il contesto, l’atmosfera, ma una cosa che faccio vedere sempre ad un forestiero che mi viene a trovare è la Sala dei Palii. La Sala dei Palii è una sala affrescata dove sono appesi 8 dei palii più recenti e siccome il Palio è l’oggetto dei nostri desideri, credo che quella sia la stanza dei desideri, dunque la parte più magica del Rione, la parte a me più cara.
C: Ed invece cosa cambieresti?
M: Non cambierei nulla. È perfetta così com’è!
C: Quale edizione della Quintana preferisci?
M: Preferisco in assoluto quella di Settembre, anzi vorrei tornare al tempo in cui si faceva la Giostra della Sfida e la Giostra della Rivincita nelle 3 settimane di Settembre, secondo me è “nel vespro settembrino” la Quintana vera e propria, come recita appunto il Bando di Gara.
C: qual è l’attività che non ti piace all’interno del Programma della Manifestazione?
M: La Cena Grande. Non ho mai partecipato all’evento, non l’ho mai reputata un’attività caratterizzante della Quintana.
C: Qual è il rapporto con i contradaioli degli altri Rioni?
M: Non ho mai avuto problemi con gli altri Rioni. Ho la mentalità di rispettare e farsi rispettare, non insulto, non infierisco, canto solo per il mio Rione!
C: Come ti senti il giorno della Giostra?
M: Quello della Giostra è un giorno particolare. Vieni da due settimane di piena vita rionale in cui tutto ciò che fai ha come obiettivo il Palio. Dunque quel giorno è l’epilogo, c’è tensione emozione, c’è eccitazione, ma soprattutto c’è speranza.
C: Cosa contraddistingue il Rione Croce Bianca dagli altri Rioni?
M: Il Croce Bianca è un Rione nobile ed uno dei Rioni più importanti di Foligno, ha vinto numerosi palii e questo grazie anche alla costante passione che ha unito i rionali negli anni, una caratteristica presente tuttora, un gruppo superaffiatato che ha come obiettivo il bene del Rione per la conquista dell’ardito Palio.
C: Grazie Michele.
M: Grazie a voi ragazzi e ricordatevi: “l’acqua fa male, lu vino fa cantà!”
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